martedì 5 febbraio 2013

Seminario formativo: USO SOSTENIBILE DEGLI AGROFARMACI: CONFRONTO TRA TECNICI E ISTITUZIONI SULLA DIRETTIVA 128/2009

Si terrà a Bari-Palese il 22 febbraio 2013, ore 16.00 presso l' Hotel La Baia,  un seminario tecnico dal titolo "Uso sostenibile degli agrofarmaci: confronto tra tecnici e istituzioni sulla direttiva 128/2009".  
L' incontro ha l' obbiettivo di aprire un confronto tra tecnici e istituzioni sugli sviluppi della "128/2009" la direttiva riguardante l' uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. 
L' organizzazione ha visto la collaborazione di diverse associazioni come A.R.P.T.R.A., Antesia e L.A.Me.T.A. e della Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Regione Puglia.

Tutela alberi monumentali, da oggi è legge dello Stato

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 1 febbraio della Legge 10 del 2013, approvata definitivamente dalla Commissione Ambiente del Senato lo scorso 21 dicembre, per la prima volta in Italia da oggi è legge dello Stato la tutela degli alberi monumentali: i Comuni dovranno censirli e chi ne provoca il danneggiamento o l'abbattimento dovrà pagare fino a 100 mila euro di sanzione.
Le nuove norme riguardano in generale lo sviluppo del verde urbano e prevedono, tra l'altro, l'istituzione di una Giornata nazionale degli alberi il 21 novembre di ogni anno, l'obbligo per i Comuni di rispettare standard minimi in materia di verde pubblico per abitante, misure per favorire la creazione attorno alle città di 'cinture verdi' e soluzioni architettoniche innovative quali le coperture a verde sui lastrici solari e sulle pareti degli edifici.
Secondo le stime del Corpo Forestale, che dagli anni '80 stila una lista degli "alberi di notevole interesse", in Italia ci sono circa 22.000 alberi di particolare interesse tra cui 2.000 esemplari di grande interesse e 150 di eccezionale valore storico o monumentale. Si va dal Castagno dei Cento Cavalli a Sant'Alfio, con il suo tronco che misura ben 22 metri di circonferenza, alla quercia delle streghe di Capannori dall'aspetto bizzarro e un po' tetro; dal liriodendro del parco Besana di Sirtori in provincia di Lecco, alto ben 50 metri, all'oleastro di San Baltolu di Luras che per raggiungere le sue attuali dimensioni (la circonferenza del tronco di quasi 12 metri e un'altezza di 15 metri) si calcola abbia impiegato oltre due millenni.
Sono i 'grandi alberi' o 'patriarchi della natura', i secolari alberi monumentali testimone della storia d'Italia. Come gli "Alberi della Liberta'", piantati dagli aderenti ai moti carbonari, o il cipresso di San Francesco in Umbria. Da oggi, per la prima volta in Italia, la loro tutela è legge dello Stato.
Finora, la tutela degli alberi monumentali era stata oggetto di un'integrazione del Codice Urbani con la quale gli alberi erano stati introdotti tra i beni culturali che possono essere vincolati. Si trattava, però, di una semplice indicazione che dava facoltà alla sovrintendenza di richiedere il vincolo, ma secondo la quale un albero secolare che si trovasse in una proprietà privata poteva essere abbattuto senza conseguenze legali, se il vincolo non era stato richiesto dal proprietario. Alcune Regioni erano corse ai ripari dotandosi di leggi di tutela, come nel caso della Puglia che ha adottato una normativa ad hoc di tutela del patrimonio arboreo, mentre la Regione Siciliana, tramite decreto, ha istituito l'albo dei suoi alberi secolari che finora ha censito 243 piante. Mancava, però, una normativa unica e l'albo nazionale degli alberi secolari, del quale tanto si è discusso, non è mai stato realizzato e che ora potrebbe prendere corpo con il censimento previsto dalla norma da parte degli enti locali.

Parte il concorso Ruraland ‘seguimi, io non spreco. La tua immagine per un futuro sostenibile’

Parte il concorso per immagini ‘Seguimi, io non spreco. La tua immagine per un futuro sostenibile’, che rientra nell’ambito del progetto ‘RuraLand. Una finestra sul mondo rurale’ della Rete rurale nazionale, espressione dell’impegno del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per rafforzare il rapporto tra agricoltura e società.
Il progetto ‘RuraLand’ ha lo scopo di fornire ai giovani gli strumenti più adatti per acquisire conoscenze e capacità che consentano loro di sviluppare approcci e comportamenti responsabili nei confronti dell’ambiente.  Obiettivo specifico del concorso è sensibilizzare le giovani generazioni sul tema dello spreco in tutte le sue declinazioni, soprattutto per quanto riguarda l’uso di risorse naturali come l’acqua, il suolo e il paesaggio, ma anche sul fronte dell’energia e della biodiversità.
Il concorso ‘Seguimi, io non spreco. La tua immagine per un futuro sostenibile’ mira a stimolare l’interesse dei nostri giovani, coinvolgendoli in una iniziativa creativa. I partecipanti dovranno infatti rappresentare il tema dello spreco in relazione ai quattro obiettivi principali dello Sviluppo rurale (gestione corretta delle risorse idriche, tutela della biodiversità, risparmio energetico, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici), interpretandolo in modo efficace e originale, attraverso un’immagine fotografica o un disegno, che riporti il logo della campagna RuraLand, l’uomo-albero. Il concorso, aperto a tutte le persone che non abbiano compiuto i 40 anni di età prima della data di scadenza del bando, ha come termine ultimo per la presentazione delle opere il 15 aprile 2013. Per partecipare, basta accedere all’area riservata all’iniziativa ‘Premio RuraLand’ sul sito web
www.ruraland4.it. Ogni partecipante potrà presentare un solo elaborato, una foto o un disegno in formato jpg. Saranno premiate le prime otto immagini classificate per ciascuna delle due categorie: giovani (dai 18 anni in su) e giovanissimi (under 18). La cerimonia di assegnazione dei premi è prevista entro la fine del prossimo mese di maggio.

Le associazioni dicono no agli Ogm

Vi sono molte buone ragioni per continuare a dire ‘no’ alla coltivazione di OGM nel nostro Paese, ma ve ne è una ‘particolare’ che sfugge ai decisori politici europei, ai dirigenti delle grandi multinazionali, ai traders internazionali che sul cibo come commodity costruiscono fortune finanziarie. Questa ragione rimanda a ciò che definiremmo sovranità alimentare o, meglio, a tutto ciò che è sotteso al bene primario per eccellenza degli esseri umani e, cioè, agli alimenti. Questi beni, per loro natura, hanno una destinazione universale. E’ principalmente su questo terreno, che è un terreno di ‘comunità estesa’ i cui diritti sono di natura universale e comprendono passato, presente e futuro, che noi fondiamo la nostra contrarietà agli Ogm.
Una contrarietà che nasce dal fatto che le produzioni transgeniche ledono, anzi tutto, diritti che sono universali di cui oggi godiamo noi, ma di cui domani dovranno poter godere le generazioni che verranno. Vediamo, infatti, cosa comporterebbe, allo stato attuale, una scelta a favore degli Ogm.
In primo luogo, verrebbero meno quei principi di precauzione e di responsabilità che implicano il dovere di informare ed impedire l’occultamento di dati e ricerche su possibili rischi, sia per la salute che per l’ambiente; a riguardo basta sottolineare che una vasta parte della comunità scientifica continua ad esprimere forti e rinnovate perplessità e significative resistenze all’impiego delle tecnologie transgeniche. Ciò ha come conseguenza un riposizionamento del luogo e dei soggetti decisionali: quando infatti le applicazioni della scienza, ovvero le tecnologie, sono di portata tale che eventuali errori avrebbero ricadute globali ed incontrollabili su salute e ambiente, spetta ai cittadini - consumatori e non agli scienziati dire l’ultima parola.
In secondo luogo, la scelta degli Ogm - di per sé fattore di omologazione - avrebbe come conseguenza la messa in discussione di uno dei principali fattori di creazione di valore aggiunto del Paese e, cioè, il nostro modello agricolo e zootecnico per quanto riguarda, in particolare, la selezione di mangimi. La nostra agricoltura, infatti, è fondata su produzioni ‘distintive’ apprezzate sul mercato interno ma, ancor più, all’estero. E’ questa chiave identitaria e distintiva basata sulla qualità e sulla bio-diversità a dar vita a quel Made in Italy così suggestivo e così internazionalmente riconosciuto da essere costantemente minacciato da imitazioni e falsificazioni.
 

Infine, la scelta Ogm, aprirebbe un insanabile conflitto con tutte quelle esperienze avviate con successo in economia e nella società, che stanno dando vita a modelli di consumo sempre più basati sulla trasparenza, sulla assoluta garanzia di sicurezza, sul riconoscimento della firma del ‘produttore’ stesso, ripristinando la fiducia negli scambi dopo i vari scandali provocati dal commercio internazionale (dalla mucca pazza, all’influenza aviaria).
Scegliere gli Ogm significherebbe, quindi, mettere in discussione i diritti delle generazioni che verranno e quelle dei consumatori, rischiando di compromettere l’equilibrio ambientale che abbiamo ricevuto - e con molta fatica conservato - dalle generazioni precedenti, rompendo il patto che lega gli agricoltori ai cittadini ed ai consumatori in termini di qualità e sicurezza alimentare, depauperando un patrimonio produttivo che, anche in questa fase di ‘crisi’, mostra di saper dare un enorme contributo al Paese.
Non ci spingiamo in valutazioni più globali, né sul ruolo dell’agricoltura di prossimità, considerata dalla FAO come elemento rigenerante per i Paesi in cui ‘la fame’ costituisce un problema e una costante minaccia; né su quello, discutibilissimo, delle multinazionali del transgenico in questi stessi Paesi.
Ci limitiamo - come forza rappresentativa di interessi, bisogni e passioni in ambito agricolo di mondi plurali e connessi dell’agricoltura, dell’ambiente, del consumerismo - a parlare all’Italia, nella certezza, che un messaggio forte che parte dal nostro Paese, in quanto faccia il proprio mestiere, proprio per le sue peculiarità e per il riconoscimento che il suo agroalimentare riscuote a livello planetario, possa varcare molti confini ed aprire molte coscienze sulle scelte finali da intraprendere.
Per questo chiediamo in modo chiaro e trasparente a tutti i partiti e candidati impegnati nella consultazione elettorale di esprimersi in merito alla:
adozione, entro sessanta giorni, dalla data di formazione del Governo, della clausola di salvaguardia da notificarsi alla Commissione europea, su iniziativa dei Ministri delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, della Salute, dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al fine di vietare ogni forma di coltivazione di OGM autorizzati a livello europeo (mais MON-8IO e patata Amflorà) a tutela della sicurezza del modello economico e sociale di sviluppo dell’agroalimentare italiano.

“Putignano N’de Jos’r” – Balli, maschere ed enogastronomia nei bassi del centro storico. 31 gennaio, 3,7,9,10,11 e 12 febbraio

Torna Putignano N’de Jos’r, l’evento annuale che trasforma il centro storico di Putignano in una festa folkloristica-gastronomica dove unire convivialità, piacere, culture vicine e lontane, all’insegna della più antica, autentica ed allegra forma di divertimento: il Carnevale. Semplice nella proposizione, legato alle tradizioni culturali del territorio a cui appartiene, Putignano N’de Jos’r è probabilmente la più antica tra le diverse forme di offerta carnevalesca, quella che può contenere le mode passeggere rimanendo ancorata alla storia - non solo Carnevale - di una città e dei suoi abitanti.

Puglia: bando ‘Mente Locale’, per riuso sociale delle stazioni

Restituire vitalità alle stazioni ferroviarie, ricomprese da Marc Augè nei "non luoghi", abitate dal degrado sociale, periferie collocata al centro delle città e spesso oggetto di atti di vandalismo. L'assessore regionale alle infrastrutture e mobilità ha fatto questa premessa presentando, con il presidente delle Fal Matteo Colamussi e l'incaricato delle Fse Luciano Rizzo, gli obiettivi del bando "Mente Locale", realizzato nell'ambito del progetto Crea-attiva-Mente, per la promozione della mobilità sostenibile. Per trasformare le stazioni in centri di vita e di sviluppo, in fucine di sperimentazione di buone pratiche per la mobilità sostenibile e la valorizzazione del territorio potranno candidarsi associazioni no profit e organizzazioni del terzo settore. In questa prima fase l’assessorato regionale ha individuato 11 stazioni per il cui riutilizzo o riconversione non sono necessari particolari interventi di ristrutturazione: Toritto, Pescariello-Altamura sulla rete Fal; Castellana Grotte, Adelfia, Noci, Pascarosa - Ceglie Messapica, Manduria, San Pancrazio, Otranto, Matino e Gagliano del Capo sulla rete delle Fse Gli spazi sottoutilizzati o non più utilizzati sono stati mappati e saranno assegnati attraverso un bando pubblico per 6 anni alle organizzazioni del territorio che si impegneranno a farle rivivere attraverso progetti sociali, ambientali, turistico-culturali, di promozione del territorio e della mobilità sostenibile.
In particolare, ha spiegato l'assessore, con Mente Locale saranno valorizzate le proposte progettuali più innovative, efficaci e coerenti rispetto ai bisogni del contesto locale. Alcune sono in aree pregiate della Puglia, la Murgia o il Salento, e al centro di itinerari turistici. Potranno diventare luoghi vitali di aggregazione, piccole agorà dove ricucire i legami con il territorio attraverso ciclofficine, albergabici, centri di inclusione sociale, spazi di promozione turistica, aree di valorizzazione delle tipicità agroalimentari, laboratori di artigianato.
Per la realizzazione dei progetti selezionati sarà erogato, al soggetto proponente, un unico contributo pari a 10.000 euro, per sostenere le spese di start up e delle azioni di promozione, informazione e pubblicizzazione dell’iniziativa e per tutte quelle spese necessarie all’avvio delle attività progettuali.
Ciascun progetto deve contemplare l’attivazione di azioni di sistema per la creazione di reti territoriali con diversi soggetti (realtà del tessuto produttivo, dell’associazionismo, soggetti istituzionali).
Gli immobili, come si può vedere nelle schede pubblicate sul portale, sono in buono stato. Offriamo un'opportunità più che risorse finanziarie, ha concluso l'assessore, chi si vorrà candidare dovrà ridare vitalità a un luogo, metterci risorse dal punto di vista della progettualità e del tempo.
Ogni soggetto proponente può presentare una sola proposta progettuale riguardante una stazione.
Le istanze dovranno pervenire entro 60 giorni decorrenti dal 24 gennaio 2013, data di pubblicazione dell’Avviso pubblico nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.13.
Il bando, la presentazione, le schede e le foto delle singole stazioni sono scaricabili dal portale mobilita.regione.puglia.it.

FOGLIE TV - Il Ministro Catania ospite di Coldiretti Puglia


L'Italia e la Puglia che vogliamo: la Coldiretti Puglia presenta la sua proposta al Ministro Catania in occasione della sua visita in Confederazione. La Coldiretti guarda alle prossime elezioni con interesse e presenta le proprie proposte a tutti gli schieramenti politici con un documento dal titolo "L'ltalia che vogliamo", un documento articolato in dieci punti che, prendendo le mosse da una visione di respiro nazionale, scende nel dettaglio regionale. Dalle vertenze ambientali alla riforma della PAC, dalla vertenza latte all'agropirateria, all'approvazione della legge "salva olio made in Italy", i temi portanti per l'agricoltura italiana del futuro e le risposte chieste  ai protagonisti della politica a meno di un mese dalle elezioni.