venerdì 3 luglio 2020

Settore Apistico: Firmato dalla ministra Bellanova il decreto che sblocca due milioni

"Un provvedimento importante, con cui oggi rendiamo disponibili 2milioni per l'apicoltura italiana. Un settore fondamentale per la nostra agricoltura, con importanti ricadute produttive, economiche e sociali, e per l'equilibrio ecosistemico. Ma un comparto particolarmente sensibile, esposto com'è ai rischi dell'inquinamento, dei cambiamenti climatici, della concorrenza sleale e delle frodi".

Così la Ministra Teresa Bellanova dopo la firma del Decreto che sblocca risorse per 2 milioni destinandole a finanziare, attraverso una procedura selettiva ad evidenza pubblica, progetti di particolare rilievo ambientale, economico, sociale e occupazionale che dovranno garantire ricadute a livello nazionale.

"Proprio ieri, nel corso dell'audizione al Senato", prosegue la Ministra Teresa Bellanova, "sono stati snocciolati i numeri significativi di questo comparto, che pone il nostro Paese quarto su scala europea, ed è stato rimarcato come l'apicoltura sia per legge attività di interesse nazionale. Un'attività minacciata dai cambiamenti climatici e anche dalle frodi alimentari e che dobbiamo saper invece sostenere, tutelare, valorizzare. Per questo ritengo importante l'ampio raggio progettuale che il Decreto contempla, tra cui la possibilità di avviare progetti promozionali finalizzati a valorizzare il miele come alimento naturale, mettendo in evidenza il legame con i territori di produzione".

 

 

NOTE TECNICHE

Due milioni di euro per la realizzazione di progetti nel settore apistico per il sostegno di produzioni e allevamenti di particolare rilievo ambientale, economico, sociale e occupazionale.

 

Tre le linee di azione previste:

 

Progetti straordinari, di rilievo nazionale, di ricerca e sperimentazione, strettamente finalizzati al sostegno e miglioramento della produzione, con particolare riferimento al miglioramento genetico e alla capacità di adattamento ai cambiamenti climatici.

Progetti sperimentali di rilievo nazionale finalizzati alla composizione di prodotti assicurativi per la gestione sostenibile del rischio nel settore apistico, mediante individuazione dei parametri necessari per la elaborazione di un prodotto assicurativo sperimentale, che rispetti le norme di accesso al Piano assicurativo nazionale (PAN)

Progetti straordinari, di rilievo nazionale, di promozione istituzionale finalizzata alla valorizzazione del miele come alimento naturale, attraverso la divulgazione di conoscenze sulle caratteristiche nutrizionali, scientifiche e organolettiche del miele, compresi i diversi tipi di miele e i legami con i territori d'origine, nonché del ruolo occupazionale e sociale dell'imprenditore apistico.

Il MIPAAF provvederà ad assegnare le risorse attraverso apposita procedura selettiva ad evidenza pubblica a cui potranno partecipare:

 

gli istituti di ricerca pubblici, università, organismi di diritto pubblico e soggetti a  prevalente partecipazione pubblica;

associazioni, fondazioni, consorzi, società, anche in forma cooperativa di imprese individuali;

una aggregazione, nelle forme consentite dalla vigente normativa, anche temporanea, di due o più dei soggetti individuati alla lettera a) e alla lettera b).

 

Le risorse potranno finanziare fino al 100% delle spese previste nei progetti approvati.

 

I risultati dei progetti saranno resi fruibili a tutti gli interessati attraverso opportuna opera di divulgazione.

“Donne in Campo”, agricoltura: dalle Regioni arriva il bonus

È stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, il decreto ministeriale che dà attuazione al bonus “Donne in campo“, previsto nella legge di Bilancio 2020. Con l’istituzione di un fondo rotativo dalla iniziale dotazione pari a 15 milioni di euro, si concederanno mutui a tasso zero fino a 300.000 euro per la durata massima di quindici anni, comprensiva del periodo di preammortamento, alle donne con qualifica di imprenditore agricolo o coltivatore diretto nonché alle società composte al femminile per oltre la metà numerica dei soci e delle quote di partecipazione. I finanziamenti copriranno fino al 95% delle spese ritenute ammissibili.

 

Le iniziative ritenute tali, nello specifico, dovranno riguardare

 

- Il miglioramento del rendimento e della sostenibilità dell’azienda agricola, attraverso la -riduzione dei costi di produzione o la riconversione delle attività agricole.

- Il miglioramento delle condizioni agronomiche e ambientali, di igiene e benessere animale

- La realizzazione di infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento e alla modernizzazione dell’agricoltura.

Inoltre sarà possibile finanziare l’acquisto di terreni, ma solo per un 10% dell’investimento totale.

 

Richieste ed erogazione del fondo saranno gestite da Ismea.

giovedì 2 luglio 2020

Mipaaf, vigneti 'eroici' e storici tutelati per legge

Un patrimonio produttivo ed ambientale da tutelare, valorizzare, sostenere.

 

E' quello dei vigneti eroici e dei vigneti storici cui è interamente dedicato, in base all'articolo 7 comma 3 del Testo Unico del Vino dove la vite e i territori viticoli vengono considerati patrimonio culturale, il Decreto firmato dalla Ministra Teresa Bellanova di concerto con i Ministri Franceschini e Costa.

E che rende finalmente concreto il percorso atteso da tempo perché i soggetti interessati possano presentare alle Regioni di competenza le domande per il riconoscimento dei vigneti storici o eroici.

Come indica il Decreto, si definiscono eroici i vigneti che "ricadono in aree soggette a rischio idrogeologico, o situati in aree dove le condizioni orografiche creano impedimenti alla meccanizzazione, in zone di particolare pregio paesaggistico e ambientale, nonché i vigneti situati nelle piccole isole".

Sono considerati viceversa storici "quei vigneti la cui presenza, segnalata in una determinata superficie/particella, è antecedente il 1960". Vigneti la cui coltivazione è caratterizzata dall'impiego di pratiche e tecniche tradizionali "legate agli ambienti fisici e climatici locali, che mostrano forti legami con i sistemi sociali ed economici".

Nei cinque articoli la norma, accanto alla definizione, affronta e definisce i criteri per l'individuazione dei vigneti storici ed eroici, e quelli per la definizione delle tipologie degli interventi. Ad esempio, fatte salve le aree già individuate dai piani paesaggistici regionali, i vigneti eroici devono possedere almeno un requisito tra: pendenza del terreno superiore al 30%; altitudine media superiore a 500 metri sopra il livello del mare, esclusi quelli situati su un altopiano; sistemazione degli impianti su terrazze e gradoni; viticoltura delle piccole isole.

Per quanto riguarda i vigneti storici, sono individuati o dall'utilizzo di forme di coltivazione tradizionali legate al luogo di produzione, o per la presenza di "sistemazioni idrauliche-agrarie storiche o di particolare pregio paesaggistico".

Sono altresì considerati storici i vigneti dei paesaggi iscritti nel Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, purché la viticultura costituisca la ragione dell'iscrizione e il vigneto costituisca la ragione principale che ne ha giustificato l'inserimento; quelli che afferiscono a territori che hanno ottenuto il riconoscimento di eccezionale valore universale dall'Unesco e il criterio di iscrizione nella lista è dovuto esclusivamente o in modo complementare alla viticoltura; quelli che ricadono in aree tutelate dalle leggi regionali o individuate dai piani paesaggistici per la tutela di specifici territori vitivinicoli.

"Da oggi finalmente possiamo contare su una legge che individua, sostiene e valorizza queste particolari e delicate categorie di vigneto e dunque i vignaioli e tutti coloro che ritenendolo un patrimonio di straordinaria importanza sotto il profilo storico, ambientale, produttivo, culturale, economico, lavorano per tutelarlo, preservarlo, consegnarlo alle muove generazioni", dice la Ministra Teresa Bellanova. "Questi cultori del nostro patrimonio ambientale, questi produttori potranno contare anche su specifiche risorse e mettere in  campo interventi finalizzati alla valorizzazione e promozione delle produzioni da viticoltura eroica o storica anche attraverso l'utilizzo di un marchio nazionale, che definiremo con un successivo provvedimento.

Soprattutto", conclude la Ministra, "anche con questo Decreto ribadiamo la rilevanza e l'eccellenza di un settore che rappresenta uno straordinario patrimonio di biodiversità e che, nei secoli, ha costruito e caratterizzato in modo evidentissimo il paesaggio italiano.

Saperi e competenze che vogliamo sostenere con determinazione, tributando a questi vignaioli il nostro grazie per il lavoro e lo sforzo quotidiani a difesa dei loro vigneti e di una storia che è patrimonio di tutti".

mercoledì 1 luglio 2020

Crea, prima banca dati integrata dell'olivicoltura 2.0

Un'unica grande banca dati integrata dell'olivicoltura italiana con la mappatura di tutte le superfici coltivate, realizzata grazie al telerilevamento di ultima generazione. E' il risultato del progetto Olivemap-task 2, coordinato dal Crea con il suo centro di ricerca Foreste e Legno.

 

La digitalizzazione e la mappatura delle superfici olivetate, ha spiegato il Crea illustrando i risultati del progetto, ha l'obiettivo di fornire in maniera univoca le informazioni ufficiali sul settore, integrando più banche dati e utilizzando i più recenti strumenti tecnologici. Per incrementare il livello di dettagli nelle tre regioni focus, Puglia, Sicilia e Calabria, i ricercatori hanno integrato i diversi strumenti tecnologici legati ai sistemi informativi geografici. E' stato possibile, infatti, constatare la presenza di alberi di olivo anche senza la verifica di campo, riducendo notevolmente i costi per la raccolta dei dati; come anche giungere alla definizione univoca della superficie olivicola e di un'unità minima cartografabile, riferimento per futuri aggiornamenti della mappatura in Italia. Questi risultati sono stati, quindi, implementati in un sistema informativo geografico integrato con altre banche dati esistenti (Agea, Sigrian, Sistan e Sian). Il Crea ha fatto sape che quasi il 90% delle superfici mappate è congruente con quanto definito da Agea e che le aree olivicole delle tre regioni focus sono potenzialmente servite da fornitura idrica (il 17% in Puglia, il 12% in Calabria, il 18% in Sicilia, secondo il Sigrian). (ANSA)

I modelli esistenti di agricoltura, ancora più messi alla prova dal Covid-19, necessitano che la lotta al cambiamento climatico sia sempre più centrale

Secondo un sondaggio Ipsos realizzato a livello globale: il 72% degli agricoltori intervistati è preoccupato per l’impatto che i cambiamenti climatici avranno sulla capacità produttiva del settore nei prossimi cinque anni. In questo contesto, la pandemia di Covid-19 ha costretto gli imprenditori agricoli di tutto il mondo ad affrontare ulteriori nuove sfide. In Europa il 46% degli agricoltori dichiara infatti che la pressione aggiuntiva dovuta alla pandemia di coronavirus ha avuto un grave impatto sul proprio business.

La salvaguardia della redditività, la lotta ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità diventano fattori fondamentali per la ripresa dell’agricoltura e guidano gli impegni concreti contenuti nel nuovo Good Growth Plan, lanciato oggi dal Syngenta Group. Questo rinnovato programma include nuovi e sfidanti impegni per ridurre la carbon footprint dell’agricoltura e supportare gli agricoltori nell’affrontare i fenomeni meteorologici estremi causati dal cambiamento climatico.

Erik Fyrwald, Chief Executive Officer di Syngenta Group, ha dichiarato: “Sin dal lancio, i principi e le priorità del Good Growth Plan sono diventati parte integrante del modo di lavorare di Syngenta. Il piano lanciato nel 2013 è stato ovviamente solo l’inizio di questo nostro lungo viaggio. Il Coronavirus ha svelato in maniera improvvisa la fragilità dei modelli agricoli. Proprio come una pandemia, anche i cambiamenti climatici rappresentano una minaccia che va affrontata prima che sia troppo tardi. Adesso che l’economia e l’agricoltura ricominciano a muoversi grazie al graduale allentamento delle misure restrittive, dobbiamo accelerare il nostro supporto agli agricoltori nell’affrontare la ripresa, mettendo al centro la lotta al cambiamento climatico e alla perdita di biodiversità”.

Nel presentare il nuovo piano, Syngenta ha annunciato anche di aver raggiunto, o superato in alcuni casi, tutti gli obiettivi globali del programma lanciato nel 2013, tra cui il recupero di oltre 14 milioni di ettari di terreno agricolo a rischio di degrado e l’incremento della biodiversità in oltre 8 milioni di ettari di terreno coltivabile.

Nell’ambito dell’attuale Good Growth Plan, Syngenta ha già annunciato la sua intenzione di investire entro il 2025 due miliardi di dollari nell’agricoltura sostenibile e lanciare ogni anno sul mercato due innovazioni tecnologiche.

Gli specifici impegni previsti dal nuovo piano si muovono lungo quattro aree:

•          Accelerare l'innovazione per gli agricoltori e l’ambiente

•          Impegnarsi per un'agricoltura a zero emissioni di CO2

•          Contribuire alla salute e alla sicurezza delle persone

•          Stringere collaborazioni per generare un impatto migliore

Syngenta si impegna inoltre a ridurre del 50% la carbon footprint dei suoi processi operativi entro il 2030 per sostenere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. L’impegno di Syngenta è stato confermato e approvato dalla Science Based Targets initiative (SBTi). Inoltre, il Syngenta Group ha recentemente sottoscritto l’impegno di SBTi per prevenire l’innalzamento della temperatura globale di oltre 1,5 gradi.

Alexandra Brand, Chief Sustainability Officer di Syngenta, ha dichiarato: “Quando parliamo con gli agricoltori, constatiamo che sono i primi a essere colpiti dal cambiamento climatico e dalla perdita di biodiversità. Inevitabilmente le misure restrittive adottate contro il Covid-19 potrebbero produrre ulteriori ripercussioni a lungo termine anche sul settore agroalimentare. Questo spiega i significativi livelli di investimento in innovazione previsti dal nuovo Good Growth Plan, necessari proprio per contrastare il cambiamento climatico e sviluppare un sistema di produzione alimentare in sintonia con l’ambiente”.

Il programma GGP a supporto della filiera italiana verrà presentato in autunno nel corso di un evento dedicato.

 

 

Contact Information

External Relations Manager

Vincenzo Merante

vincenzo.merante@syngenta.com

 

Media Relations Manager

Rosa Granitto

rosa.granitto@syngenta.com

PAC c’è la proroga di due anni (al 31 dicembre 2022). Ora più certezze per agricoltori

"Abbiamo vinto il braccio di ferro che ci opponeva alla Commissione europea, ottenendo una proroga dell'attuale Pac per un periodo di due anni, ossia fino al 31 dicembre 2022. L'accordo, raggiunto oggi dai negoziatori del Parlamento europeo, con il sostegno della presidenza croata del Consiglio Ue, ci permette di dare certezze ai nostri agricoltori e alle nostre aree rurali". Così Paolo De Castro, coordinatore S&d alla commissione agricoltura del Parlamento europeo, commenta con soddisfazione un risultato che non era scontato, ma che il Parlamento ha sempre considerato non negoziabile.

 

"Per questo - sottolinea l'eurodeputato Pd - tengo a ringraziare il team negoziale del Parlamento europeo, guidato dalla collega Elsi Katainen, e della presidenza croata per l'ottimo lavoro svolto, nonostante le pressioni e le minacce da parte dell'Esecutivo Ue di far saltare le trattative in caso di accordo superiore a un anno".

"L'accordo raggiunto - spiega De Castro - dovrà ora essere validato dall'Assemblea plenaria e dal Consiglio dei ministri dell'Agricoltura Ue. Poi, finalmente, avremo a disposizione i regolamenti europei transitori per traghettare la Politica agricola oltre al 2020. Questo significa poter garantire certezza giuridica ai nostri agricoltori, che avranno la possibilità di programmare i loro piani aziendali per i prossimi anni. Abbiamo infatti bisogno di più tempo per ottenere un accordo ambizioso sulla futura politica agricola e, contemporaneamente, raggiungere una decisione  sul bilancio della Pac per i futuri sette anni".

 

"Il periodo transitorio di due anni - prosegue De Castro -  ci permetterà anche di completare diversi programmi operativi di sostegno a vari settori strategici per l'Italia, quali l'apicoltura, l'olio d'oliva e la viticoltura, così come rafforzare le misure di gestione del rischio, abbassando dal 30 al 20% le soglie minime di perdita per l'attivazione dei fondi mutualistici contro le avversità climatiche e dello strumento di stabilizzazione del reddito aziendale".

    

"Ora abbiamo a disposizione il tempo necessario - conclude De Castro - per affrontare le numerose sfide del comparto agroalimentare: dalle conseguenze del Covid-19 alla Brexit, dal bilancio alle rappresaglie commerciali di Paesi terzi, fino alla futura riforma dell'agricoltura europea. Come Parlamento europeo siamo pronti, sempre dalla parte dei nostri agricoltori".

 

Fonte: Ufficio stampa Paolo De Castro

Fiorone Domenico Tauro, anche il Distretto florovivaistico per la Dop

Il Distretto Florovivaistico e del Cibo di Puglia al fianco del Comune di Terlizzi per il riconoscimento della DOP per il fiorone Domenico Tauro. Ad annunciarlo il presidente del Distretto Florovivaistico e del Cibo di Puglia, Piero Tunno che nei giorni scorsi ha fatto visita ad aziende specializzate nella coltivazione e commercializzazione di questo frutto rosso tipico delle zone di Terlizzi e dei paesi viciniori. Una delle aziende che da anni ha investito sulla valorizzazione di questa eccellenza è la Fruit Company di Michele Cantatore e Figli di Ruvo di Puglia, visitata nel week end da una delegazione del Distretto Florovivaistico e del Cibo di Puglia. “Grande attenzione alle produzioni tipiche che riescono a valorizzare i frutti antichi di una terra vocata alle produzioni agricole di qualità – ha affermato Piero Tunno – la strategia del Distretto punta a innescare una diversificazione agricola delle aziende affinchè si orientino ad una più convinta azione di valorizzazione di queste produzioni. La Puglia è un autentico scrigno di biodiversità ed ogni territorio racchiude un mondo di sapori e di saperi. La nostra terra parla una lingua universale, quella delle eccellenze agroalimentari di qualità. Come Distretto puntiamo a creare un paniere di prodotti unici. E il fiorone Domenico Tauro rientra appieno tra questi. Perciò con il nostro team di consulenti daremo tutto il supporto necessario affinché si possa completare l’iter per il riconoscimento DOP nel più breve tempo possibile.”