martedì 19 maggio 2020

Crea Online il rapporto “Valutazione dell’impatto sul settore agroalimentare delle misure di contenimento COVID-19”

È online il rapporto “Valutazione dell’impatto sul settore agroalimentare delle misure di contenimento COVID-19” , realizzato nell’ambito della Rete Rurale Nazionale in collaborazione con Rica e Crea­ Politiche e Bioeconomia, a cura di Federica De Maria, Roberto Solazzo e Annalisa Zezza

 

Le simulazioni, riportate in questo studio, ed effettuate dal CREA - Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia, riguardano nello specifico il settore agroalimentare e si riferiscono ad un orizzonte temporale di medio periodo. I modelli impiegati per la simulazione sono AGMEMOD e CAPRI, due modelli econometrici ben consolidati nell'analisi dei trend del settore agroalimentare. Nei modelli sono stati ipotizzati scenari alternativi di riduzione del PIL compresi in una forbice che va da -1,5 a -5 punti percentuali, sulla base delle indicazioni inizialmente fornite dai diversi studi internazionali. Di fatto tale riduzione risulta oggi sottostimata, per cui gli effetti potrebbero essere amplificati in una misura incerta in quanto dipendenti dalla durata del lockdown. All'interno dei modelli, il calo della domanda dell'Horeca è catturato dalla contrazione del PIL. Laddove, come prevedibile, il calo del valore aggiunto nel settore della ristorazione fosse maggiore rispetto alla variazione del PIL, considerato il peso del settore sugli acquisti totali di prodotti agroalimentari, i riflessi in termini di domanda e di reddito sul settore agroalimentare sarebbero amplificati.

 

I risultati dei modelli e il raffronto con le evidenze degli altri studi, mostrano come l’ agroalimentare non sia tra i più colpiti dal calo del PIL, sebbene per alcuni comparti (in particolare, zootecnici) vi siano criticità anche rilevanti. Non vi dovrebbe essere una riduzione significativa della produzione,  quindi,  considerato anche il livello delle scorte mondiali, la sicurezza alimentare non sarà un problema. Anche la domanda interna si dovrebbe mantenere su livelli sostanzialmente stabili.

 

Scenario AGMEMOD: in calo fino al 2023, rispetto alle previsioni pre-COVID, soprattutto i consumi di mele e di latte; quelli di carni, formaggi, cereali e derivati risulterebbero in linea, o in lieve diminuzione, rispetto alle precedenti stime. La bassa elasticità della domanda dei prodotti agroalimentari, come nella crisi del 2008-09, permette al comparto di rispondere meglio alle crisi economiche rispetto ad altri settori produttivi. Questo avviene anche per gli scambi internazionali, dove , però,ciononostante, si prevedono in calo sia le esportazioni che le importazioni. Quest’ultimo dato, considerato la natura “trasformatrice” del nostro agroalimentare, potrebbe determinare situazioni di difficoltà in alcune filiere. I prodotti più interessati da una riduzione delle importazioni, rispetto alle stime pre-COVID, sarebbero le carni di pollo e di maiale. Rimarrebbero, invece, sostanzialmente in linea con le previsioni, gli acquisti dall’estero di cereali e formaggi. Per il comparto avicolo si evidenzia anche un rallentamento della crescita delle esportazioni, che sono, invece, in ulteriore miglioramento per le mele. Riguardo ai prezzi, una flessione rispetto alle stime pre-crisi riguarderebbe carne di pollo, grano duro e derivati e formaggi. Per questi ultimi si tratterebbe di un’attenuazione della crescita prevista dalle stime precedenti.

 

Scenario CAPRI mostra una riduzione consistente del reddito agricolo (per ettaro) e zootecnico (per capo allevato), in entrambi i casi superiore all’ipotizzata variazione del PIL. Il comparto zootecnico sarebbe maggiormente colpito dal calo di redditività. In confronto agli altri Paesi europei, il settore agricolo italiano sembra, comunque, meglio sopportare lo shock pandemico, probabilmente per il peso rivestito dall’ortofrutta che risentirebbe in misura minore di altri comparti della crisi di reddito. Tale effetto potrebbe essere imputato, almeno in parte, alla maggiore diffusione sul territorio nazionale delle filiere agroalimentari (nazionali e locali).

 

Indicazioni conclusive sulle politiche da attuare emerse dallo studi:

 

Evitare che una carenza di manodopera (non considerata nei modelli utilizzati per lo studio) si traduca in una crisi dell’offerta e quindi facilitare l’accesso delle imprese al lavoro sia degli immigrati che della forza lavoro disponibile da altri settori, garantendo la sicurezza delle condizioni di lavoro;

Facilitare il trasporto e la logistica dei prodotti deperibili (latte fresco, ortofrutticoli) ,che sono quelli a maggiore rischio;

Riconoscere come “essenziali” tutte le parti della filiera, a monte e a valle, comprese ad esempio mangimistica e packaging, al fine di non intaccare la catena produttiva;

Garantire l’integrità della filiera attraverso misure che rafforzino la tracciabilità, in modo da evitare ingiustificate crisi di fiducia sulla food safety e, al tempo stesso, rafforzare i controlli anche alle frontiere;

Nelle relazioni commerciali, vigilare su eventuali barriere sanitarie e fitosanitarie (SPS) non giustificate e collaborare con il settore privato per individuare eventuali problematiche che dovessero manifestarsi;

Garantire liquidità alle imprese, evitando restrizioni del credito, introducendo misure come i sussidi salariali, la sospensione dei pagamenti delle imposte sulle società e l’applicazione del regolamento dei minimis, opportunamente rivisto, che possono alleviare le tensioni finanziarie e aiutare le aziende;

Evitare ogni forma di speculazione che potrebbe avere un impatto negativo sui consumatori attraverso ingiustificati aumenti dei prezzi;

Garantire l’accesso al cibo alle fasce più vulnerabili della popolazione.

mercoledì 13 maggio 2020

Coldiretti Puglia, campagne in difficoltà per trasporto operai agricoli

Lettera agli assessori al Lavoro, Welfare e ai Trasporti sul delicato tema della mobilità nei campi per le grandi raccolte

 

Campagne in tilt per il trasporto degli operai agricoli di nazionalità italiana e straniera nei campi per assicurare continuità al regolare svolgimento dell’attività agricola, nel rispetto delle vigenti norme per il contenimento del Coronavirus. Per questo Coldiretti Puglia sollecita un incontro agli assessori regionali ai Trasporti, Welfare e Lavoro Giannini, Ruggieri e Leo, a cui è stata inviata una lettera 15 giorni fa per affrontare il delicato tema della mobilità a cui si aggiunge, in modo dirompente, il tema della prevenzione e del contrasto alla diffusione del contagio da Coronovirus nei luoghi di lavoro e sui mezzi di trasporto.

“In media l'incidenza del trasporto corrisponde all’11% del costo della manodopera, nel periodo da maggio ad ottobre. Sia nell’attività di messa a dimora delle piante, sia nelle conseguenti lavorazioni, che nelle campagne di raccolta dei prodotti agricoli ciliegie, asparagi, grano, patate, pomodori, uva da tavola, le imprese agricole hanno la necessità di condurre al lavoro un numero ingente di operai agricoli, utilizzando furgoni, pullman noleggiati. Per questo bisogna attivare ogni strumento utile, anche attraverso gli Enti bilaterali a cui vanno assegnate risorse, e abbiamo bisogno di risposte urgenti dagli assessori competenti”, spiega Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. “Le campagne non si possono fermare e per garantire il cibo Made in Puglia alle famiglie è necessario che la manodopera possa raggiungere il luogo di lavoro, ma la lievitazione esponenziale e insostenibile dei costi di trasporto non può ricadere sulle imprese agricole già al collasso a causa dell’emergenza Coronavirus”, insiste il presidente Muraglia.

“Nei campi lo scenario è aggravato inoltre dalla carenza di personale che sta rallentando o azzerando le fasi di raccolta in pieno campo e in serra di prodotti deperibili e il problema del trasporto sta aggravando lo scenario. La nostra Puglia agricola conta il 22% delle giornate di lavoro in agricoltura sul totale nazionale con 100mila operai agricoli, un mercato del lavoro di grande valenza da tutelare e semplificare. Gli imprenditori agricoli non possono farcela da soli e la mancanza di personale manda in tilt le attività aziendali. La filiera agroalimentare non può fermarsi proprio in questo momento in cui i consumatori sono in fila proprio per acquistare gli alimenti base della dieta”, aggiunge Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.

L’approvvigionamento alimentare - sottolinea la Coldiretti - è assicurato in Puglia grazie al lavoro di oltre 100mila aziende agricole e stalle, più di 5mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica, nonostante le preoccupazioni per la sicurezza, i vincoli, le difficoltà economiche e gli ostacoli oggettivi all’operatività, dalla ridotta disponibilità di manodopera ai blocchi alle frontiere per i trasporti con l’88% delle merci che in Italia viaggia su gomma.

 

Fonte: Coldiretti Puglia

I vitigni resistenti alle malattie protagonisti del primo webinar dell’AIPP

Avviato il ciclo di incontri virtuali dell’Associazione “I webinar dell’AIPP”

 

Il 2020 è stato proclamato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) “Anno internazionale della salute delle piante” (International Year of Plant Health, IYPH), per ricordare quanto sono importanti le piante per la nostra alimentazione e la nostra vita. Molti eventi, programmati per celebrare tale anno, sono stati annullati o posticipati a causa dell’epidemia di COVID19, tra questi anche alcuni promossi o patrocinati dall’AIPP (Associazione Italiana Protezione delle Piante).

 

Non potendo riunire fisicamente i soci e gli interessati alle diverse tematiche della fitopatologia, l’AIPP sta comunque proponendo una serie di webinar su argomenti relativi alla salute delle piante. Il primo è stato tenuto il 30 aprile dal Dott. Giuseppe Camilli, enologo dell’Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche (ASSAM) sui vitigni resistenti alle malattie, in collaborazione con il Prof. Gianfranco Romanazzi dell’Università Politecnica delle Marche, Vice Presidente AIPP. Nel corso del webinar, dopo una parte introduttiva sui geni coinvolti nella resistenza e sulle fonti inserite nel campo sperimentale dell’ASSAM, sono stati riportati i dati di germogliamento, resistenza alle principali malattie, qualità e quantità della produzione. L’evento ha suscitato interesse ed i 100 posti a disposizione sulla piattaforma Zoom sono stati rapidamente prenotati. Un’altra centinaia di persone, comunque, ha potuto seguire l’evento in diretta sulla pagina Facebook dell’AIPP. Il webinar è stato accreditato presso il CONAF e l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali delle Marche ha rilasciato i crediti formativi ad una cinquantina di agronomi collegati da diverse Regioni. Al termine dell’intervento c’è stato un dibattito sui meccanismi di resistenza alle malattie coinvolti, sull’accettabilità di tali vitigni per il consumatore e nei diversi contesti regionali, nonché sulla sostenibilità e sulle modalità per la quantificazione. Chi fosse interessato potrà trovare tutta la registrazione dell’evento sul canale YouTube di AIPP al link https://youtu.be/l_uhYcqkKgI.

 

Il prossimo webinar AIPP, dal titolo “Protezione delle piante 4.0: dai modelli matematici ai sistemi di supporto alle decisioni” (relatore Dott. Tito Caffi, ricercatore presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza), si terrà giovedì 21 maggio p.v. dalle ore 16.00 alle 17.30.

 

L’incontro potrà essere seguito in diretta solo dalla piattaforma GoToWebinar da un massimo di 100 partecipanti previa iscrizione, come indicato sulla locandina scaricabile al seguente link:  http://www.aipp.it/UserFiles/File/Webinar_AIPP/WebinAIPP-.pdf

 

La partecipazione all’evento è gratuita. Il webinar è accreditato presso il CONAF e i Dottori Agronomi potranno richiedere i crediti formativi solo durante la diretta.

 

 

martedì 12 maggio 2020

Alimenti per l'infanzia: arriva il Marchio di riconoscibilità per la sicurezza

Un Marchio di riconoscibilità a tutela della sicurezza degli alimenti italiani per l'infanzia.

 

Per valorizzare e promuovere la corretta alimentazione e l'adozione della dieta mediterranea nei primi 1000 giorni di vita delle bambine e dei bambini; per diffondere le buone pratiche di filiera che valorizzino la distintività del made in Italy sul mercato nazionale ed estero.

 

Lo hanno presentato oggi al Mipaaf la Ministra alle politiche Agricole Alimentari e Forestali Teresa Bellanova, con Andrea Budelli, Presidente Continental Europe di Kraft Heinz, e Luigi Cimmino Caserta, Medical Detailing, Public&Government Affairs Manager.

 

Il Marchio rappresenta infatti uno dei tasselli più significativi del Protocollo d'Intesa sottoscritto lo scorso anno tra il Ministero e Plasmon a sostegno della filiera agroalimentare italiana Made in Italy, garantendo concretamente innovazione e sostenibilità.

Non a caso l'impegno di Plasmon ad effettuare entro 5 anni investimenti di acquisto fino a 25mila tonnellate di materia prima italiana, e che già nel 2019 ha registrato l'incremento di oltre 2mila tonnellate di approvvigionamenti dalla filiera italiana nei comparti carne, frutta, verdure, cereali, latte, pesce, e olio, portando gli acquisti di materia prima nazionale da 16mila a oltre 18mila tonnellate.

 

"Il Bollo/Marchio di riconoscibilità a tutela degli alimenti per l'infanzia Made in Italy, presentato oggi, rappresenta l'esito di un percorso avviato assieme al MIPAAF per valorizzare la promozione di una corretta alimentazione nei bambini, contribuendo allo stesso tempo a incentivare le buone pratiche di filiera e la distintività dei prodotti italiani sul mercato internazionale. Plasmon, nel rinnovare l'impegno assunto con il MIPAAF di effettuare entro 5 anni investimenti di acquisto fino a 25.000 tonnellate di materia prima italiana, un obiettivo che già nel 2019 ha raggiunto traguardi considerevoli. Questo ci rende molto orgogliosi nel garantire sempre il meglio ai genitori per i loro bambini e, soprattutto in un momento come quello attuale, di continuare a investire nel futuro del nostro Paese", ha detto Andrea Budelli, Presidente Continental Europe di Kraft Heinz, l'azienda che ha in portafoglio il brand Plasmon.

 

"Per noi", ha affermato la Ministra Teresa Bellanova, è una priorità assoluta valorizzare la sicurezza dei prodotti alimentari per l'infanzia, rafforzare le filiere alimentari Made in Italy e promuovere la cultura della corretta alimentazione e adozione della dieta mediterranea nei primi 1000 giorni di vita dei bambini.

 

L'impegno proprio in questa direzione di Plasmon va sottolineato. Un impegno non scontato, che può essere da stimolo per tutto il settore. Assicurare ai più piccoli prodotti sani, sicuri e anche di origine di italiana è un valore aggiunto e per questo ho chiesto agli uffici di portare avanti anche l'azione di accompagnamento alla nascita del 'marchio di riconoscibilità' previsto dal protocollo. Il Marchio che presentiamo oggi, già disponibile sul sito del Ministero, è uno strumento a tutela dei bimbi che garantirà qualità e tracciabilità della Filiera Agroalimentare Italiana, valorizzando anche l'Export del Made In Italy. Come Governo siamo impegnati per rendere più forti e trasparenti i rapporti di filiera, dal campo fino alla tavola o alla pappa come in questo caso. E siamo impegnati anche a rilanciare i consumi e per il settore dell'infanzia dobbiamo fare i conti con tassi di natalità sempre più bassi".

 

L'emergenza Covid, ha proseguito Bellanova, "ci ha messo davanti anche all'aumento delle richieste di aiuto da parte delle famiglie con bambini anche molto piccoli. Per loro abbiamo stanziato 2 milioni di euro per omogeneizzati dal Fondo indigenti e altri acquisti sono stati fatti con il Fondo Fead per latte, biscotti e alimenti per l'infanzia. Un atto doveroso che dovremo ancora rafforzare, anche attraverso la solidarietà della filiera. Assicurare cibo di qualità e sicuro al 100% è una delle priorità anche su questo fronte".

 

Ulteriori approfondimenti su: https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/14027

ISMEA pubblica il Rapporto sulla gestione del rischio in agricoltura 2020. Cresce il mercato delle polizze agevolate

Cresce il mercato delle polizze agevolate (+5,1% nel 2019), con un record di 8,3 miliardi di euro di valori assicurati. Più 1,2% la partecipazione delle aziende: 64 mila nel comparto vegetale; 76 mila considerando anche zootecnia e strutture.

 

I numeri della campagna assicurativa agricola 2019 confermano, per il terzo anno consecutivo, l'andamento positivo del mercato agevolato, con un rilevante elemento di novità rappresentato dal conseguimento del primato assoluto in termini di valori assicurati, pari a quasi 8,3 miliardi di euro, in crescita su base annua del 5,1%. È quanto emerge dalle stime ISMEA, basate sui dati trasmessi dalle compagnie assicurative, pubblicate nel Rapporto sulla gestione del Rischio in agricoltura 2020.

 

La composizione del portafoglio assicurativo - sottolinea l'Istituto - conferma la forte concentrazione dei contratti sulle colture vegetali, la cui quota di mercato si attesta al 72%, contro il 16% della zootecnia e il 12% delle strutture.Nel dettaglio, cresce di quasi il 20% il valore delle polizze strutture (oltre un miliardo di euro), si consolida (+4%) la dimensione del mercato assicurativo agevolato delle colture vegetali, a 5,9 miliardi (il secondo miglior risultato dopo quello del 2014), mentre è apparso meno dinamico il segmento delle polizze zootecniche, il cui valore è aumentato solo dello 0,4%, a 1,3 miliardi di euro.

 

Complessivamente, il mercato assicurativo ha coinvolto nel 2019 circa 76 mila aziende, di cui quasi 64 mila nel comparto vegetali, numero, quest'ultimo, che registra un incremento dell'1,2% sul 2018.

A livello geografico, con riferimento alle uve da vino e alle altre colture, le elaborazioni ISMEA confermano il primato delle regioni settentrionali, che per valori assicurati concentrano l'81,4% del totale, quasi 2 punti percentuali in meno rispetto all'anno precedente. È sensibilmente aumentata, di contro, la partecipazione delle regioni meridionali, comprese le isole, che dall'8,2% del 2018 si è spinta al 10,4% (+31,8% i valori assicurati). Rilevante nel Mezzogiorno anche la crescita del numero delle aziende con polizze agevolate che ha superato per la prima volta la soglia delle 10.000 unità (+15,3%).

Dal Rapporto emerge nel 2019 una maggiore frequenza dei fenomeni meteorologici avversi, con l'ultima annata, la più calda di sempre dopo il record del 2016, che ha mostrato un'intensificazione degli eventi calamitosi.

 

In questo contesto - segnala lo studio - non appare più rinviabile una riforma dell'intervento pubblico, con particolare riferimento ai rischi catastrofali, prevedendo l'istituzione di nuovi strumenti di gestione del rischio, come ad esempio un Fondo mutualistico nazionale a tutela di tutte le aziende agricole italiane, mitigando al contempo talune asimmetrie, tuttora evidenti, nella distribuzione delle risorse finanziarie e dei risarcimenti fra territori e filiere produttive.

Vai al Rapporto sulla gestione del rischio 2020

 

 

 

Meccanica agricola: EIMA International “raddoppia”. Appuntamento dal 3 al 7 febbraio 2021 a Bologna

La grande kermesse delle macchine e attrezzature per l’agricoltura e la cura del verde risponde all’emergenza sanitaria e sposta la sua 44ma edizione dalla metà di novembre 2020 ai primi di febbraio 2021. L’appuntamento di novembre non viene tuttavia cancellato, ma si trasforma in un mega-evento digitale, che rappresenta una novità assoluta nella storia delle rassegne di settore.

 

La grande esposizione della meccanica agricola cambia il proprio calendario e si sposta dal novembre prossimo al febbraio 2021. A causa dell’emergenza sanitaria, infatti, la kermesse bolognese - uno degli eventi di settore più importanti al mondo con quasi 2.000 industrie espositrici e un totale di 320 mila visitatori raggiunto nell’ultima edizione - non potrà svolgersi dall’11 al 15 novembre 2020, come da programma, ma ti terrà, sempre presso il quartiere fieristico di Bologna, dal 3 al 7  febbraio 2021. L’appuntamento di novembre non verrà tuttavia disatteso, perché EIMA International darà vita, negli stessi giorni inizialmente programmati, ad “EIMA Digital Preview”, il primo evento di meccanica agricola a livello mondiale interamente mediatizzato con piattaforma e tecnologie digitali. Se l’EIMA di febbraio 2021 si presenterà con la sua formula tradizionale per offrire dal vivo, agli operatori economici, ai tecnici e alle imprese agricole, la più vasta scelta di tecnologie per ogni tipo di lavorazione, l’edizione digitale promette di essere un’anteprima di grande fascino, un esperimento unico nel panorama di settore, un’esperienza nuova che proietterà espositori e visitatori in una nuova dimensione.

“La scelta di rinviare ai primi del prossimo anno la grande EIMA tradizionale - spiega Alessandro Malavolti, presidente di FederUnacoma, la federazione dei costruttori italiani che è diretta organizzatrice della rassegna - nasce da un’attenta valutazione logistica ed economica, giacché è estremamente probabile che gli eventi fieristici possano essere ancora condizionati in autunno da specifiche ordinanze del Governo, e che il sistema dei trasporti e dei servizi possa essere ancora rallentato per le misure precauzionali che saranno ancora in atto sia in Italia che all’estero”. “D’altro canto la filiera dell’agricoltura e della meccanica applicata ha necessità urgente di riprendere l’attività - spiega Malavolti - perché c’è grande interesse verso le innovazioni tecnologiche e grande bisogno, soprattutto dopo la fase acuta dell’emergenza virus, di restituire energia e competitività all’economia primaria”. “Ecco perché abbiamo programmato l’anteprima di novembre - conclude il presidente di FederUnacoma - che farà da ponte verso l’edizione di febbraio 2021, un evento che rappresenta un caso eccezionale nella storia di EIMA International la quale tornerà dal novembre 2022 nella sua tradizionale collocazione”. “Le adesioni alla 44ma EIMA hanno già riempito il quartiere fieristico bolognese e questo assetto organizzativo viene trasferito in blocco a febbraio - spiega il Direttore Generale di FederUnacoma Simona Rapastella - mentre stiamo già lavorando alla piattaforma digitale che permetterà agli espositori di presentare in anteprima a novembre i propri profili aziendali e la gamma dei prodotti e delle novità. “Stiamo elaborando in sinergia con le istituzioni, le organizzazioni professionali e le case editrici - aggiunge Rapastella - un programma di seminari, convegni ed eventi mediatizzati, che tengano alta l’attenzione sui temi salienti e favoriscano l’incontro fra domanda  e offerta di tecnologie per l’agricoltura, la cura del verde e la manutenzione del territorio”. “Particolare importanza avranno nella nuova piattaforma gli incontri ‘business-to-business’ con gli operatori esteri - conclude Rapastella - che rappresentano per la nostra rassegna un target strategico e un grande punto di forza”.