venerdì 28 agosto 2020

Agricoltura, mutui agevolati in favore dell'imprenditoria femminile

Il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha approvato il decreto 9 luglio 2020 concernente "Misure in favore dell'imprenditoria femminile in agricoltura".

 

Le agevolazioni - previste dall'art. 1, comma 504, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 - si applicano alle microimprese e Piccole e medie imprese come definite dal regolamento Ue n. 702/2014, amministrate e condotte da una donna e in qualsiasi forma costituite, che presentino progetti per lo sviluppo o il consolidamento di aziende agricole, attraverso investimenti nel settore agricolo e in quello della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

 

Per la realizzazione dei progetti sono concessi mutui agevolati, a un tasso pari a zero, della durata minima di cinque anni e massima di quindici anni, comprensiva del periodo di preammortamento e di importo non superiore a 300mila euro e comunque non superiore al 95% delle spese ammissibili, nel rispetto dei massimali previsti dalla normativa comunitaria in termini di Esl (Equivalente sovvenzione lordo).

 

Le domande di ammissione alle agevolazioni devono indicare il nome e le dimensioni dell'impresa, la descrizione e l'ubicazione del progetto, l'elenco delle spese ammissibili e l'importo del finanziamento necessario per la realizzazione del progetto e dovranno essere presentate a Ismea secondo le modalità indicate nelle istruzioni applicative da esso definite.

Pesche e nettarine, volumi ai minimi. L’analisi di Ismea

Con una flessione del 28%, la campagna produttiva italiana di pesche e nettarine sarà ricordata come una delle più scarse di sempre. Per trovare un quantitativo analogo bisogna infatti tornare indietro di ben 25 anni, ma anche l’offerta in Europa, ridotta quest’anno del 17%, è ai minimi storici.

 

Sul calo dei raccolti, sottolinea l’ ISMEA nel Report Tendenze Futta fresca, hanno inciso sia la riduzione delle superfici investite sia l’andamento climatico sfavorevole a causa di un inverno mite e seguito da gelate tardive di marzo e aprile.

 

Dopo un biennio piuttosto negativo per la filiera, tuttavia, i dati della campagna 2020 mostrano alcune conferme come la riduzione delle superfici, anche se una quota in riconversione varietale e qualche segnale positivo la presenza di produzioni di ottima qualità, consumi stabili e prezzi all’origine in aumento.

 

Le difficoltà del comparto peschicolo nazionale risiedono in gran parte nella propria struttura e nella concorrenza con il prodotto europeo e in modo particolare con quello spagnolo. L’eccessiva frammentazione della produzione agricola italiana determina una minore redditività rispetto ai nostri diretti competitor spagnoli. I produttori spagnoli, inoltre, possono far leva sulla precocità dei loro raccolti che gli consente di aggredire i mercati europei già a partire dal mese di aprile.

 

Di contro, l’Italia vanta un’eccellente offerta di prodotto a maturazione tardiva, con raccolta compresa tra fine agosto e ottobre, che riesce a spuntare ottime quotazioni soprattutto in concomitanza di autunni caratterizzati da temperature elevate, ma che trova scarso interesse sui mercati esteri.

 

Nel contesto di generale contrazione dell’offerta, il mercato italiano di pesche e nettarine alla fase di origine – ossia al cancello dell’azienda agricola -mostra notevoli aumenti di prezzo sia rispetto ai livelli del 2019 sia rispetto al livello medio degli ultimi tre anni. Gli incrementi riguardano tutte le tipologie di prodotto (pesche e nettarine, sia a polpa bianca sia a polpa gialla) e tutte le piazze di produzione monitorate da ISMEA anche se l’entità delle variazioni è diversa da caso a caso.

ENELSE - il nuovo insetticida naturale ad ampio spettro d'azione

ENELSE è una nuova soluzione ad ampio spettro per il controllo dei parassiti, che va ad ampliare la “Linea Bio-preparati” di Gowan Italia, già ricca di agrofarmaci innovativi.

 

Questo insetticida naturale è caratterizzato da una formulazione esclusiva e brevettata a base di piretrine.

 

Guarda il video: https://youtu.be/zjImwsiogfQ

 

La COMBINAZIONE VINCENTE a 3 componenti

 

1. Sostanza attiva: PIRETRINE

In ENELSE le piretrine (le 6 molecole naturali, tipiche componenti del piretro vegetale) sono presenti con un perfetto bilanciamento, studiato e messo a punto sperimentalmente, per garantire la migliore efficacia.

 

2. SINERGIZZANTI NATURALI  (es. anti-ossidanti e «light-protector»)

Questi coformulanti evitano l’eccessiva foto-degradazione e altre ossidazioni, garantendo la massima costanza insetticida e una prolungata stabilità formulativa.

 

3. MATRICE VEGETALE  (es. oleina e altre sostanze ad azione emulsionante)

Grazie a questa componente, ENELSE sviluppa un secondo meccanismo d’azione di tipo fisico, che elimina lo strato ceroso protettivo degli insetti e intacca l’esoscheletro, causando un effetto diretto per disgregazione sugli insetti a corpo molle e un'azione indiretta perché facilita la penetrazione delle piretrine. Inoltre aumenta l’effetto asfissia con una maggiore copertura dell’insetto

 

Questa duplice azione, neurotossica (propria delle piretrine) e fisica, costituisce un perfetto sistema "anti-resistenza" e ottimizza l’efficacia insetticida di ENELSE.

FORMULAZIONE ESCLUSIVA e BREVETTATA

Il processo formulativo di ENELSE è brevettato e controllato lungo tutte le fasi e tracciabile fin dalla materia prima, dalla produzione dei fiori di Crisantemo, da cui viene estratto un piretro di altissima qualità accuratamente selezionato:

- mezzi tecnici di coltivazione consentiti in Agricoltura biologica

- macinazione delle sole parti migliori dei fiori di Crisantemo

- sistema d’estrazione ad elevata tecnologia

- massima purezza dell’estratto

- assenza di metalli pesanti e residui indesiderati (fosfiti, clorati, ecc.)

- equilibrio ottimale fra le piretrine, controllato via Gas-cromatografia

 

A questa componente fondamentale piretrinica nel processo si aggiungono poi i coformulanti naturali studiati e funzionali all’ottenimento della massima efficacia insetticida.

 

AMPIO SPETTRO D'AZIONE

ENELSE è impiegabile per il controllo di Afidi, Cicaline e Aleurodidi su Vite e colture Orticole quali Pomodoro, Peperone, Melanzana e Lattughe (vedi dettaglio), con uno spettro d'azione comunque molto ampio che coinvolge una grande varietà di parassiti.

ENELSE si inserisce perfettamente in tutte le più moderne strategie di Difesa Integrata ed è impiegabile anche in Agricoltura Biologica.

 

UNA SCELTA VINCENTE

Origine naturale controllata e garantita

Formulazione esclusiva e brevettata

Duplice meccanismo d’azione

Soluzione anti-resistenza

Elevata efficacia

Forte potere abbattente

Brevissimo intervallo di sicurezza

Impiegabile anche in Agricoltura Biologica

Macfrut Digital è sold out

La Cina sceglie Macfrut per promuovere la propria presenza in Europa. Raggiunti i 500 moduli espositivi, rispetto ai 200 inizialmente preventivati.

 

 

Cesena (4 agosto 2020) – Macfrut Digital è sold out e aggiunge un nuovo padiglione virtuale. Ai nove previsti nella fase di lancio, ne arriva un decimo dedicato agli espositori internazionali, “Country Pavilion”. Alle numerose presenze dai cinque Continenti, infatti, si aggiunge una adesione massiccia dalla Cina. Lo Stato del Dragone si presenta alla kermesse digitale dell’ortofrutta forte di oltre 50 aziende in rappresentanza dei vari segmenti della filiera ortofrutticola, in particolare produzione.

“E un chiaro segnale che le aziende cinesi hanno capito le potenzialità del progetto e credono in questo modo di comunicare e fare business – spiega Renzo Piraccini, Presidente di Macfrut – Il mercato oggi va aggredito e affrontato in maniera diversa rispetto solo a qualche mese fa. Le indicazioni che ci arrivano da Macfrut Digital vanno in questa direzione”.

 

“Per svolgere incontri d’affari e creare opportunità commerciali per le imprese provenienti dalla Cina – dichiara Song Juguo, Vice Direttore Generale dell’Agricultural Trade Promotion Center - il Centro di promozione del commercio agricolo e il Ministero dell'Agricoltura e degli Affari Rurali della Cina organizzerà un padiglione nazionale cinese a Macfrut Digital. Più di 50 aziende cinesi parteciperanno alla fiera con la loro ortofrutta fresca. I prodotti presentati sono mele, uva da tavola, pere e molti altri frutti come kiwi, pesche, frutti subtropicali come litchi e limoni, frutti tropicali come mango e arance. I buyer potranno trovare anche castagne, noci, nocciole, frutta secca oltre a peperoni, pomodori, patate e altri prodotti vegetali”. 

La delegazione cinese organizzerà anche un Forum “China-Europe Fruit Business” che sarà accessibile a tutti sul sito di Macfrut Digital previa registrazione.

 

Macfrut Digital sold out

La forte presenza cinese si inserisce nel quadro complessivo di una Fiera digitale che registra il sold out delle presenze e la chiusura delle iscrizioni. Sono 500 i moduli espositivi occupati in rappresentanza dell’intera filiera ortofrutticola.

“La risposta è stata al di là di ogni più rosea previsione – prosegue Piraccini – Quando tre mesi fa abbiamo presentato il progetto di Macfrut Digital ci eravamo dati l’obiettivo di 200 moduli. Le continue adesioni ci hanno spinto ad allargare la quota a 500 moduli. L’obiettivo è stato raggiunto e siamo decisamente soddisfatti della risposta che si presenta come una vera e propria sfida per l’intero settore. Ringrazio la rete degli uffici ICE nel mondo per il determinante contributo”.

 

Le aziende che d’ora in avanti presentassero domanda di partecipazione saranno inserite in una speciale lista di attesa.

 

Info: macfrutdigital.com

 

Ufficio Stampa Macfrut

PrimaPagina Cesena

(Filippo Fabbri – Giulia Fellini)

Tel. 3471567681 – 0547.24284

giovedì 27 agosto 2020

Oleoturismo, il filo d’olio che può unire l’Italia

Anche il turismo dell’olio avrà una sua precisa definizione. Dopo la normativa tesa a valorizzare il boom dell’enoturismo, recepita in quasi tutte le regioni italiane, arrivano regole anche per chi creerà turismo attorno agli ulivi e ai suoi derivati. Con le sue 550 cultivar impiantate in Italia, l’universo dell’olio sta per guadagnare la scena, andando ad arricchire l’offerta enogastronomica nazionale. Dal dormire in dimore storiche collegate al mondo dell’elaiotecnica al farsi coccolare con trattamenti all’olio evo in una spa, viaggiare seguendo un filo d’olio lungo una nazione sarà un modo nuovo per scoprire l’Italia.

 

Mercoledì 29 giugno Roberta Garibaldi, docente di Tourism Management, insieme con il senatore Dario Stèfano, Michele Sonnessa (presidente Città dell’Olio), Donato Taurino (Presidente Città dell’Olio), Sebastiano De Corato (Vicepresidente nazionale Movimento Turismo del Vino Italiana e responsabile del progetto olio), moderati da Stefano Carboni, hanno presentato i decreti attuativi sull’oleoturismo. Questo momento di incontro istituzionale mira a dare una precisa definizione di questa pratica, equiparandola all’enoturismo. Come possiamo definire dunque questo nuovo segmento travel e quali saranno i suoi tratti salienti?

È la stessa Garibaldi a spiegarlo: «In base a quanto riporta il decreto, possiamo definire oleoturismo un viaggio con pernottamento verso una destinazione caratterizzata da produzione olivicola per lo svolgimento di esperienze a tema come visite guidate agli oliveti di pertinenza dell’azienda, ai frantoi, oleoteche, a dimore storiche con produzione di olio; visite nei luoghi di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione dell’olivo ed alla trasformazione in olio extra vergine di oliva, della storia e della pratica dell’attività olivicola ed elaiotecnica in genere (musei dedicati all’olio); iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo (es. raccolta delle olive); attività di degustazione e commercializzazione delle produzioni olivicole aziendali, anche in abbinamento ad altri alimenti; iniziative di promozione e valorizzazione della civiltà e della cultura olivicola (es. eventi e festival); pernottamenti in strutture ricettive a tema olio; trattamenti di benessere a tema olio presso SPA di hotel tematici; esperienze culinarie in ristoranti con piatti in abbinamento agli oli locali (carta dell’olio); itinerari e percorsi a tema olio, sia «ufficiali» (Strade dell’Olio) che proposte da singole destinazioni, Tour Operator e Agenzie di Viaggio. Si tratta quindi di un segmento turistico ampio e variegato, caratterizzato da esperienze che permettano di far vivere il mondo dell’olio al 360 gradi, in connessione con la cultura (enogastronomica e non) del territorio».

 

Perché conoscere meglio è la base indispensabile per aumentare il percepito e – di conseguenza, sul lungo periodo – anche un indotto significativo dal punto di vista economico. «I dati in nostro possesso indicano un forte interesse da parte dei turisti italiani. Il 69 per cento desidera prendere parte a una esperienza olio: un mercato ampio, ma ancora da soddisfare con un’offerta più strutturata se consideriamo che solo il 37 per cento vi ha effettivamente partecipato. L’oleoturismo ha quindi un grande potenziale, soprattutto se consideriamo le sinergie possibili con l’enoturismo e il turismo enogastronomico».

 

Dopo esserci innamorati dell’enoturismo, ci appassioneremo all’oleoturismo? Cosa troveremo viaggiando lungo le strade e le terre dell’olio italiano? Un mondo che parla di Italia, conclude l’esperta: «L’olio, insieme al vino, è un elemento connotante il territorio italiano. Conoscere e assaggiare questo prodotto nelle sue numerose declinazioni significa entrare in contatto con la cultura di un territorio, farne esperienza diretta, ed è ciò che oggi il turista ricerca».

 

Fonte: www.linkiesta.it 

Pomodoro da industria, il Mipaaf accoglie le segnalazioni sulla mancata raccolta

Con un’apposita circolare, il Ministero delle Politiche Agricole ha autorizzato le Organizzazioni di Produttori ortofrutticole ad attivare, su richiesta, l’intervento di mancata raccolta del pomodoro da industria nell’ambito della Misura 6 dei programmi operativi “prevenzione e gestione delle crisi di mercato”.

 

L’intervento accoglie le richieste di Confagricoltura che, in particolare per l’Emilia Romagna, aveva segnalato il deperimento in campo dei pomodori a causa dell’andamento climatico.

 

Le temperature eccezionalmente elevate delle ultime settimane, affiancate da piogge particolarmente intense e durature, hanno infatti determinato una contemporaneità della fase di maturazione in tutte le zone di produzione, con conseguente impossibilità, da parte delle industrie, di ritirare il pomodoro ormai pronto per la raccolta, dato che gli impianti di trasformazione sono già spinti al massimo delle proprie capacità.

 

Si tratta – evidenzia Confagricoltura – di un danno economico ingente per le aziende che, nel Nord Italia, contano quasi 40.000 ettari dedicati, due terzi dei quali nella sola Emilia Romagna.

 

Confagricoltura esprime pertanto soddisfazione per la tempestività dell’intervento del Mipaaf – grazie al quale ora le OP interessate potranno presentare un’apposita richiesta per le superfici ammesse a beneficiare della misura – mentre valuterà con i tecnici l’efficacia del provvedimento e l’opportunità di eventuali azioni aggiuntive da porre in atto in tutta Italia.

Il CREA protagonista del progetto Canapa: testate in Veneto 13 varietà e visita ai campi sperimentali

Nonostante la pandemia e i relativi rallentamenti, continua il progetto “Produrre canapa nella filiera alimentare e agro industriale” in Veneto, con la Coldiretti come capofila.

Nei giorni scorsi il gruppo ha organizzato una visita alle prove sperimentali delle 13 varietà di canapa fornite dal Crea di Rovigo. Si tratta di una delle tappe della programmazione che si svilupperà fino al 2022.

I PARTNER COINVOLTI NEL PROGETTO CANAPA GUIDATO DALLA COLDIRETTI

A formare il gruppo operativo sono: l’associazione polesana Coldiretti Rovigo (capofila), la federazione regionale Coldiretti Veneto, Impresa Verde Rovigo S.r.l., Impresa Verde Treviso e Belluno S.r.l., il Crea di Rovigo, l’Università di Padova dipartimento Biotecnologie e le aziende agricole di Rigolin Christian di Fiesso Umbertiano (Ro), di Boccato Diego di Ceregnano (Ro) e di Barban Elia di Castelfranco Veneto (Tv).

LA VISITA IN CAMPO

Lo scorso 21 luglio si è tenuta la visita in campo dove l’attuale responsabile della sperimentazione varietale della canapa relativa al progetto, Massimo Montanari, ha illustrato il programma

di ricerca e le condizioni agro climatiche che hanno influenzato la realizzazione della prova, quindi le differenze fra le varietà in relazione alla provenienza e alla loro potenzialità produttiva, oltre che alla destinazione d’uso. La prova si sta svolgendo su tredici tipologie; al termine del loro percorso di crescita verranno analizzate per verificarne l’adattabilità per le filiere. La semina del campo, avvenuta a fine aprile, vedrà la conclusione del ciclo con la raccolta prevista a fine agosto per le varietà di canapa precoci e a settembre per quelle medie e tardive. Si sottolinea che le parcelline coltivate come campi di prova al Crea sono state poi ripetute in parcelloni nelle aziende agricole partner del progetto.

GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO

Tra gli obiettivi c’è quello di collegare e mettere in rete le imprese agricole interessate a coltivare la canapa, attraverso le competenze e l’esperienza di partner specializzati nel campo scientifico della ricerca varietale, individuando le migliori tecniche di coltivazione, affrontando le problematiche delle lavorazioni agro meccaniche e della trasformazione alimentare e agroindustriale delle diverse parti della pianta, per consentire di migliorare la produttività e la competitività aziendale. Si prevede, altresì, la valutazione dell’utilizzo della canapa nel

settore zootecnico, in collaborazione con il dipartimento di biomedicina comparata e alimentazione dell’Università di Padova. Le analisi consentiranno di capire se l’inclusione della farina di canapa nei mangimi di allattamento dei vitelli a carne bianca può fornire risultati positivi in termini di prestazioni produttive e di benessere degli animali. Questi risultati potranno essere applicati anche su aziende zootecniche in condizioni ambientali e gestionali diverse.

“Si è di fatto concluso il primo anno di questo progetto che, nonostante alcune difficoltà, ha continuato il suo percorso – sottolinea Dina Merlo, consulente del progetto ‘Produrre canapa nella filiera alimentare e agro industriale’ -. Nelle prossime settimane verrà organizzato un convegno, probabilmente in videoconferenza e successivamente verranno avviati dei corsi di formazione rivolti agli imprenditori agricoli interessati ad approfondire la tematica”.

 

Fonte: Crea