giovedì 7 maggio 2020

Bellanova, senza regolarizzazione nessuna raccolta nei campi

"Noi avremo nei prossimi giorni una emergenza nelle nostre campagne: la mancanza di manodopera per la raccolta dei prodotti. O noi diamo a queste persone che stanno nei ghetti e sono irregolari la possibilità di lavorare attraverso un permesso di lavoro stagionale per sei mesi, o ci sono due ipotesi. Gli imprenditori che non vogliono far ricorso al caporalato e alla criminalità lasciano marcire i prodotti nei campi, oppure la criminalità continua ad usare la vita delle persone e a ricattare le imprese". Lo ha detto stamani la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova (Iv), in una diretta Facebook prima dell'incontro in corso tra Governo e settore agricolo e alimentare.

 

Sull'ipotesi di destinare ai lavori agricoli i percettori di reddito di cittadinanza, la ministra ha detto "in uno stato di diritto, le persone scelgono il lavoro che vogliono fare. Ho detto alla ministra Catalfo di adottare una norma che permetta alle persone che hanno il reddito di cittadinanza o l'indennità di disoccupazione di cumulare anche il lavoro in campagna. Ma se le persone non vanno, io fra una settimana ho le associazioni delle imprese agricole che mi dicono che mancano fra 270 e 350 mila lavoratori per non lasciare marcire i prodotti nei campi. O in questo decreto si mette la norma che si possono avviare i permessi di lavoro semestrali, o non si dà una risposta alle imprese".

mercoledì 6 maggio 2020

ISMEA, comparto agrituristico italiano in ginocchio, 1 mld di euro la perdita per il 2020

Dopo aver raggiunto la cifra record di 13,4 milioni di pernottamenti nel 2018, il comparto agrituristico italiano fa i conti con una crisi di fatturato senza precedenti.

Le stime ISMEA evidenziano, per il 2020, una perdita complessiva per il settore di circa 970 milioni di euro, pari al 65% del fatturato. La perdita calcolata dall'ISMEA è frutto in primis del tracollo della domanda internazionale, prima voce di fatturato per gli agriturismi con un 59% dei pernottamenti complessivi, che si traduce in mancati incassi stimabili in circa 700 milioni di euro.

A questa componente si aggiunge la caduta della domanda interna a seguito del lockdown, per il quale sono saltati sia il periodo pasquale sia i ponti del 25 aprile e del 1° maggio, con effetti stimabili in una perdita di circa 200 milioni di euro, pari al 40/50% della quota annua derivante da ospiti italiani. Infine, sempre da un punto di vista della domanda interna, vanno aggiunti altri 70milioni di euro di mancati incassi, derivanti dalla cancellazione delle visite nei 1500 agriturismi che sono anche fattorie didattiche, fruite dai segmenti scuola e famiglia, e concentrate prevalentemente nei mesi di aprile e maggio.

Valutazioni che nel complesso conducono a una stima di quasi un miliardo di euro di perdite per il settore, con un impatto generale sui flussi turistici, sui servizi di ristorazione e, quindi, sull'intera filiera agroalimentare.

martedì 5 maggio 2020

Semplificazione imposta di bollo sulle fatture elettroniche per operatori IVA

RIFERIMENTO: Art. 26 DECRETO LIQUIDITA' - D.L. 23/2020
1) BENEFICIARI: Operatori IVA:
Imprenditori artigiani e commercianti, agenti e rappresentanti di commercio, etc.;
•                     lavoratori autonomi, professionisti titolari di partita Iva iscritti o non iscritti in albi professionali;
•                     società di persone, società semplici, S.n.c., S.a.s., studi associati;
•                     società di capitali ed enti commerciali, S.p.a., S.r.l., soc. cooperative, S.a.p.a., Enti pubblici e privati diversi dalle società;
•                     istituti di credito, SIM, altri intermediari finanziari, società fiduciarie;
•                     enti che non svolgono attività commerciali;
•                     organi e amministrazioni dello Stato;
•                     altri soggetti.
2) TIPO AGEVOLAZIONE E DECORRENZA: A decorrere dal 2020:
a) Nel caso in cui l’ammontare dell’imposta di bollo dovuta per le fatture elettroniche emesse nel primo trimestre solare dell’anno sia di importo inferiore a 250 euro (ma l’importo complessivo dell’imposta dovuta per il primo e secondo trimestre è superiore a 250 euro), il versamento può essere effettuato nei termini previsti per il versamento dell’imposta relativa alle fatture emesse nel secondo trimestre dell’anno;
b) Se invece, considerando anche l’imposta dovuta per le fatture emesse nel secondo trimestre 2020, l’importo complessivo da versare resta inferiore a 250 euro, il versamento dell’imposta relativa al primo e secondo trimestre può essere effettuato nei termini previsti per il versamento dell’imposta dovuta in relazione alle fatture elettroniche emesse nel terzo trimestre dell’anno di riferimento.
3) COME PAGARE L’IMPOSTA: Il pagamento dei bolli virtuali utilizzati nell'anno di imposta avviene tramite il modello F24, utilizzabile nella sola modalità telematica.
È inoltre possibile utilizzare tale versamento a compensazione di eventuali crediti.
Fonte: Cia Agricoltori Italiani


lunedì 4 maggio 2020

Report Ismea sulla domanda e offerta dei prodotti alimentari nel secondo mese di diffusione del virus

Anche nel secondo mese di emergenza provocata dall'epidemia di Covid-19, l'ISMEA ha monitorato la filiera agroalimentare, dalla fase di produzione iniziale sino a quella delle vendite al dettaglio, misurando gli effetti imposti dal blocco totale del canale horeca e dall'azzeramento dei flussi turistici sul mercato interno, sino alla contrazione dell'export. 
Nella parte produttiva della filiera, pure nella necessità di affrontare numerose criticità, il settore appare al momento ancora una buona capacità di tenuta e in grado di garantire l'approvvigionamento dei mercati finali, al netto di eccezioni rappresentate dal florovivaismo e dalla pesca. Pesano tuttavia, specie per il comparto ortofrutticolo, le difficoltà di reperire manodopera straniera per le operazioni di raccolta, mentre per il lattiero caseario e le carni (bovine e ovine in particolare) quelle derivanti dalla chiusura del canale Horeca. Oltre all'azzeramento di questo importante sbocco, il vino si trova a fronteggiare anche il crollo della domanda nei tradizionali Paesi clienti, con riflessi importanti anche sulla gestione delle scorte in vista della prossima vendemmia. 
Sotto il peso di quest'emergenza, l'ISMEA rileva un marcato deterioramento della fiducia degli operatori del comparto agroalimentare, effetto della profonda preoccupazione sia rispetto alla situazione corrente sia rispetto alle prospettive future. Alla contrazione significativa dell'indice di clima di fiducia dell'agricoltura si affianca un vero e proprio crollo per l'industria alimentare. Per effetto dei giudizi negativi sul livello degli ordini, l'accumulo di scorte e le attese di produzione, l'indice di fiducia scende a -26,4 punti, ben 43 in meno rispetto al primo trimestre del 2019 e 27 al di sotto del livello del quarto trimestre 2019. L'unico dato con un marcato segno positivo in questo periodo critico è quello della spesa delle famiglie per prodotti alimentari che ha continuato a crescere anche nel secondo mese dall'esordio del Covid-19. Le vendite al dettaglio di prodotti alimentari confezionati hanno, infatti, avuto un incremento ancora a doppia cifra rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+18%) e, nel complesso, sono cresciute anche rispetto al primo mese di emergenza di un ulteriore 3%.
 Le principali tendenze che si rilevano in questo secondo mese di lockdown sono:
-Il notevole incremento delle consegne a domicilio (+160%) con un limite di crescita che è stato imposto non dalla effettiva domanda, ben più alta, ma dalla capacità di soddisfarla.
-La riscossa degli esercizi commerciali di prossimità che hanno organizzato in fretta anche loro la "consegna a domicilio".
-Un sostanziale cambio delle preferenze d'acquisto da parte dei consumatori che hanno virato dai prodotti stoccabili all'ingredientistica (uova, farina, olio, mozzarella, ecc.);
-Una certa ripresa degli acquisti di vino soprattutto di quello con posizionamento di mercato medio o medio-basso;
-Una qualche saturazione delle dispense e la possibile crisi di liquidità di alcune famiglie, soprattutto al Mezzogiorno.



 Scarica l'intero rapporto



Mipaaf: pubblicato il Report sui controlli nella Filiera Agroalimentare durante l'emergenza Covid 19

21.172 controlli antifrode sulla filiera agroalimentare, di cui 2.543 ispezioni direttamente presso gli stabilimenti di produzione, con particolare attenzione ai prodotti di qualità DOP, IGP, al biologico e al settore oleario e vitivinicolo. Controlli serrati sui canali e-commerce, considerato l'incremento delle vendite on line e monitoraggio delle segnalazioni di pratiche sleali. E' on line sul sito del Mipaaf il report sull'attività dell'Ispettorato antifrode del ministero nei tre mesi di emergenza Covid-19, durante i quali non è venuto meno il controllo della regolarità della produzione e commercializzazione dei prodotti agroalimentari, per garantire, anche durante il lockdown, qualità, sicurezza ed eccellenza.
Oltre un terzo delle verifiche sono state svolte nell'area settentrionale del Paese, il 17% nelle regioni Lombardia e Veneto, a garanzia del mantenimento di alcune delle maggiori eccellenze del made in Italy: il Grana padano, con oltre 5,2 milioni di forme e il "Sistema Prosecco", con oltre 600 milioni di bottiglie prodotte (dati 2019). I tassi di irregolarità riscontrato sono stati in linea con gli indici registrati nei periodi precedenti lo stato emergenziale.
"La sicurezza alimentare, la trasparenza, la qualità e la salubrità delle produzioni sono la nostra priorità. Soprattutto in questo periodo cosi critico è nostro dovere salvaguardare la salute dei cittadini, la reputazione del nostro Paese e l'intera filiera agroalimentare italiana, che in questi mesi con enorme sforzo e grande responsabilità ha continuato a produrre, garantendo al Paese cibo sano e di qualità". Cosi la Ministra Teresa Bellanova.
"Per questo considero con particolare attenzione il lavoro e l'impegno delle ispettrici e degli ispettori dell'Icqrf che anche in questi tre difficili mesi hanno fronteggiato l'emergenza e non hanno mai smesso di vigilare, per il bene della collettività e delle moltissime imprese che lavorano con impegno e sacrificio, contro le pratiche sleali e gli atteggiamenti speculativi che danneggiano le filiere. Pratiche ancor più intollerabili in questo particolare momento".
Scendendo nel dettaglio, il 67% dell'attività ispettiva ha interessato i settori vitivinicolo, oleario e lattiero-caseario ma anche settori merceologici e prodotti che, in seguito all'emergenza Covid e al conseguente isolamento domestico, hanno registrato sostanziali incrementi delle vendite, come le carni, le uova, la pasta, il riso e, in generale, i prodotti alimentari preconfezionati. Per quanto riguarda il monitoraggio sui canali e-commece, caratterizzati da un rilevante incremento di accessi in questi tre mesi, nel trimestre febbraio - aprile l'Ispettorato antifrode ha operato 445 interventi per la rimozione, su Alibaba, Amazon e ebay, di inserzioni irregolari di prodotti agroalimentari. L'ICQRF ha partecipato inoltre al Piano europeo  di controllo sulle vendite e sulla pubblicità on line di prodotti alimentari con riferimenti al Covid-19 effettuando 35 interventi sul web, e segnalando  alla Commissione UE 35 prodotti irregolari, tra i quali integratori alimentari, estratti di erbe, the, funghi e miele.
E' possibile scaricare il report al link: https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15410


Campagna ciliegie: linee guida per la prevenzione e il contenimento del contagio da Covid-19

Le seguenti linee guida sono state redatte al solo scopo di fornire un documento di orientamento per la campagna cerasicola 2020 in funzione dell’emergenza Covid 19 e non vogliono assolutamente essere sostitutive di norme e di regolamentazione attualmente in vigore. Le seguenti linee guida, altresì, interessano principalmente gli opifici per la lavorazione, manipolazione e commercializzazione delle ciliegie, i produttori ed i loro dipendenti impegnati nella raccolta, trasporto e vendita delle ciliegie.

Premessa

Si ricorda che tutte le attività operative hanno l’obbligo di garantire la sicurezza dei lavoratori, attraverso l’applicazione delle misure di prevenzione e protezione. Si ricorda, ancora, che l’occasione principale di contagio è rappresentata dai contatti con i colleghi di lavoro e che le attività produttive del settore agricolo per quanto riguarda il rischio di contagio sono inquadrabili come rischio basso o medio di esposizione. L’azione di informazione, assistenza, promozione di buone prassi verso le piccole e medie imprese, tra cui le agricole, è della massima importanza affinché tutte le misure di prevenzione e protezione possibili (igieniche e organizzative) siano efficacemente applicate e osservate, dal distanziamento, alla disponibilità dei DPI adeguati, alla sanificazione dei servizi e spazi comuni.

INFORMAZIONE
L’azienda informa tutti i lavoratori e chiunque entri circa le disposizioni delle autorità, consegnando e/o affiggendo all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei siti, appositi volantini/cartelli informativi. Nel caso di presenza di lavoratori stranieri è essenziale verificare che le informazioni siano state comprese.

Le informazioni riguardano:
• l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali (tosse, difficoltà respiratorie) e di chiamare il proprio medico di Medicina generale
• l’obbligo di comunicare eventuali contatti avuti con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, rimanendo al proprio domicilio secondo le disposizioni dell’autorità sanitaria
• l’obbligo di avvisare tempestivamente il datore di lavoro o il preposto dell’insorgenza, successivamente all’ingresso in azienda, di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti
• le misure cautelative da adottare, nell’accesso in azienda e durante il lavoro: mantenere la distanza di sicurezza, osservare le regole di igiene delle mani, l’utilizzo dei DPI.

MODALITA’ DI INGRESSO IN AZIENDA (opifici lavorazione ciliegie)
Il personale prima dell’ingresso potrà essere sottoposto al controllo della temperatura: al riguardo, anche se non si è obbligati, si consiglia vivamente di sottoporre tutti i giorni il personale al controllo della temperatura prima dell’ingresso. A tal fine è sufficiente allo scopo un termometro contactless; ciò è particolarmente indicato in caso di nuovi afflussi di personale magari accompagnata da un’anamnesi mirata. In caso di temperatura superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione sono momentaneamente isolate, non devono recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma devono contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni. Il datore di lavoro deve informare preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS

MODALITA’ DI ACCESSO DEI FORNITORI ESTERNI E CLIENTI (opifici lavorazione
ciliegie)

Tutti gli accessi non indispensabili al funzionamento delle attività produttive dovranno essere per quanto possibile interrotti e dovranno essere regolamentate le modalità di ingresso, transito e uscita al fine di ridurre le occasioni di contatto con personale interno. Per l’accesso di fornitori esterni devono essere individuate procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con
il personale in forza nei reparti/uffici coinvolti. Generalmente bisogna ridurre, per quanto possibile, l’accesso ai visitatori; qualora fosse necessario l’ingresso di visitatori esterni (impresa di pulizie, manutenzione…), gli stessi sono sottoposti a tutte le regole aziendali.

Fornitori esterni

Prima casistica: Fornitori di mezzi tecnici (imballaggi, ecc.)

I fornitori di mezzi tecnici che accedono alla struttura devono essere muniti di mascherina e di guanti e rimanere per quanto possibile all’interno del loro mezzo. Nei casi in cui il fornitore esterno debba necessariamente interfacciarsi con personale dell’azienda, deve essere garantito il rispetto della distanza di almeno 1 metro e i lavoratori dovranno indossare mascherina e guanti. Laddove possibile devono essere individuati/installati servizi igienici dedicati, e bisogna prevedere il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e garantire una adeguata pulizia giornaliera.

Seconda casistica: Agricoltori fornitori di ciliegie

I fornitori di ciliegie devono essere muniti di mascherina e di guanti e scendere dai mezzi di trasporto solo per le operazioni di scarico del prodotto. In nessun caso gli agricoltori produttori di ciliegie potranno sostare all’interno degli opifici di raccolta, lavorazione e manipolazione delle ciliegie per un tempo superiore a quello strettamente necessario per lo scarico del prodotto. I contatti con il personale dell’opificio devono avvenire solo durante le operazioni di scarico: durante tale operazioni deve essere garantito il rispetto della distanza di almeno 1 metro fra tutti i soggetti coinvolti che dovranno indossare mascherina e guanti. Deve essere predisposto e delimitato un percorso stradale di accesso alle operazioni di scarico e di uscita garantendo, con appositi segnalatori, il distanziamento adeguato fra i mezzi di trasporto.

Indicazioni per le aziende agricole durante il trasporto

Per le attività di trasporto dei prodotti dalla sede aziendale a siti di conferimento delle ciliegie (mercati ed opifici), effettuati da titolari o lavoratori dell’azienda, si dovrà evitare l’assembramento nel mezzo di trasporto. L’eventuale cambio del conducente deve essere preceduto da disinfezione del locale guida. Se nel locale guida sono presenti il conducente ed un accompagnatore, entrambi devono indossare la mascherina, guanti ed avere nel veicolo i dispenser per l’igiene personale.

PULIZIA E DISINFEZIONE (opifici lavorazione ciliegie)
Le operazioni di pulizia devono essere effettuate indossando i DPI (mascherina, guanti, occhiali) e aerando i locali chiusi, individuando il personale dedicato (lavoratori della stessa azienda o personale esterno). Si dovrà provvedere alla effettuazione almeno quotidiana delle operazioni di pulizia utilizzando comuni detergenti, e a periodica sanificazione di tutte le superfici, in particolare all’interno dei locali spogliatoi, servizi igienici e negli altri luoghi o spazi comuni,. Medesima pulizia giornaliera deve essere effettuata anche sui mezzi di trasporto, sulle macchine (trattori, carri raccoglifrutta,) e sulle attrezzature (banchi di appoggio, bins, carriola, cassette, secchi, coltelli, forbici, scale) utilizzati. Bisogna garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi. Spogliatoi, servizi igienici e altri luoghi e spazi comuni devono essere periodicamente disinfettati mediante utilizzo di sostanze contenenti ipoclorito di sodio/candeggina (0,1-0,5%) o etanolo al 70 %.

PRECAUZIONI IGIENICHE PERSONALI
L’azienda dovrà mettere a disposizione idonei mezzi detergenti e rende disponibili all’interno dei
locali i dispenser di gel idroalcolici per le mani. È obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino in particolare la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone e/o con gel idroalcolici. Per l’attività lavorativa svolta in campo aperto, il datore di lavoro deve garantire la disponibilità di acqua, detergenti e dispenser di gel idroalcolici per il lavaggio delle mani.

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI E DISTANZA DI SICUREZZA
Deve essere mantenuta nelle diverse operazioni lavorative la distanza di almeno 1 metro fra i lavoratori, prevedendo eventualmente anche modifiche all’organizzazione del lavoro e dei turni. Nel caso in cui vi sia la necessità lavorativa di lavorare a stretto contatto devono essere messe in atto le seguenti misure di protezione:
• Utilizzo di mascherine;
• Utilizzo di guanti.
Durante la lavorazione delle ciliegie sono svolte una serie di attività lavorative che non consentono
di mantenere sempre adeguate distanze di sicurezza, potendosi concretizzare come occasioni di
contagio e perciò sono richieste misure specifiche di contrasto e di contenimento.
• Lavorazioni meccanizzate e manuali in campo: l’operatore alla guida del trattore deve trovarsi
da solo, sia durante le fasi di spostamento sia durante le fasi di lavorazione. Evitare se possibile
l’uso promiscuo di trattori o macchine semoventi cabinate o altri macchinari
(muletti/transpallets), se non preliminarmente sottoposte a pulizia e disinfezione della cabina e
delle superfici della macchina.
• Attività di raccolta manuale:
Il trasporto degli addetti alle zone di raccolta deve essere effettuato nel rispetto della sicurezza dei lavoratori lungo ogni spostamento; nella verosimile impossibilità di rispettare le distanze di sicurezza occorre garantire mascherine, guanti monouso e gel igienizzante. Preferibilmente bisogna dimezzare la presenza di persone rispetto alla capienza del mezzo di trasporto: se il mezzo di trasporto consente massimo 4 persone, è opportuno che ne viaggino solo
due.
• Attività di lavorazione delle ciliegie
Valgono le indicazioni finalizzate al contenimento della trasmissione tra i dipendenti e al
mantenimento di un ambiente di lavoro salubre:
• Favorire l’alternanza su più turni di lavoro, per ridurre il numero di lavoratori
compresenti. Favorire anche orari di ingresso e di uscita scaglionati, per limitare o
evitare condizioni di affollamento negli spogliatoi e nelle aree comuni;
• Esporre cartelli esplicativi sulle misure generali di prevenzione e mettere a disposizione
acque e sapone o soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
• Effettuare una pulizia regolare frequente degli ambienti di lavoro, mobili e superfici,
seguita da una disinfezione;
• Garantire sempre un adeguata ventilazione e ricambio d’aria negli ambienti di lavoro;
• Per i comportamenti durante le pause e il consumo di cibi e bevande, si rimanda a quanto
sopra.

GESTIONE DI UNA PERSONA SINTOMATICA IN AZIENDA
Nel caso in cui un lavoratore presente in azienda sviluppi febbre e altri sintomi quali difficoltà respiratorie e/o tosse, lo deve dichiarare immediatamente al Datore di Lavoro, che procederà ad  avvertire immediatamente l’Autorità sanitaria per il suo isolamento. L’azienda, anche con il supporto del medico competente qualora presente, collabora con le Autorità sanitarie per l’individuazione degli eventuali “contatti stretti” di una persona presente in azienda che
sia stata riscontrata positiva al tampone COVID-19.

Gli eventuali contatti stretti dovranno lasciare cautelativamente le attività e saranno posti in
isolamento fiduciario, secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria, fino al termine del periodo di
sorveglianza.
Indicazioni sulla documentazione da conservare in caso di controlli
– Copia delle fatture di acquisto dei dispositivi di protezione individuale (mascherine, ecc)
– Copia delle fatture di acquisto di liquidi e/o gel igienizzanti delle mani
– Copia delle schede sottoscritte dai lavoratori che attestino la consegna dei DPI, dei liquidi e/o
gel igienizzanti o altri presidi
– Copia delle fatture di acquisto dei termometro per la misurazione della temperatura corporea
– Copia delle fatture del servizio di sanificazione dei locali (opifici lavorazione ciliegie)
– Copia delle documentazione comprovante l’attività di informazione, formazione e
addestramento erogate ai dipendenti per la prevenzione da contagio del virus Covid 19.

Linee guida Covid campagna ciliegie 2020

Fonte: Confagricoltura Bari

Arriva Taegro, l’anello mancante nella difesa integrata

Durante un evento in diretta streaming, Syngenta ha presentato Taegro, il nuovo fungicida di origine  naturale che protegge vite e orticole da oidio, botrite, sclerotinia e bremia.

In seguito alle difficoltà causate dall’emergenza coronavirus e dal susseguente lockdown, Syngenta ha riorganizzato tutte le sue attività in chiave digitale per continuare a supportare la filiera agricola in questi giorni di social distancing, proponendo così una soluzione alternativa all’evento fisico, in grado ugualmente di raggiungere il target e creare empatia verso il nuovo prodotto.
Il 22 aprile, una settimana esatta dopo l’esordio online con la presentazione di Minecto Alpha, Syngenta ha rilanciato l’iniziativa #distantimauniti con un secondo evento sul web, questa volta in diretta da uno studio televisivo. L’azienda si è mostrata dunque decisa nel voler presentare le proprie novità ai numerosi agricoltori e tecnici che da anni apprezzano le sue soluzioni innovative per l’agricoltura.
Il protagonista di questo incontro è stato Taegro, ultimo arrivato nel portfolio per il controllo delle patologie fungine. Attraverso un’intervista dal format del tutto inedito, condotta da Antonio Pascale, scrittore e divulgatore, i tecnici di Syngenta hanno presentato la novità al grande pubblico.

La natura a difesa delle piante
Nei programmi di difesa sta aumentando significativamente la presenza di microrganismi benefici da utilizzarsi in alternanza con gli agrofarmaci tradizionali, di origine naturale o di sintesi che siano. Tale categoria di formulati fitosanitari va infatti considerata a sé, in quanto trattasi di agenti attivi dotati di vita propria e in grado di espletare le proprie funzioni di controllo sulle patologie attingendo a ciò che la propria genetica ha imparato a fare nel corso di milioni di anni di evoluzione.

In tale segmento tecnico si inserisce Taegro®, fungicida microbiologico a base di Bacillus amyloliquefaciens, ceppo FZB24. Tale ceppo si differenzia in modo significativo da altri analoghi, sia quanto a caratteristiche, sia quanto a impieghi. Il ceppo FZB24 spicca infatti per la marcata produzione di lipopeptidi e polichetidi “ceppo- specifici” che ne rendono particolarmente efficace l’azione competitiva e antagonista dei patogeni target, ovvero Botrite, Oidio, Bremia, Alternaria e Sclerotinia.

Meccanismo di azione
Tre dunque le modalità di azione tramite cui Taegro difende le colture dagli attacchi fungini.
Oltre al rilascio dei metaboliti antifungini e all'azione 'barriera', Taegro, infatti, protegge la pianta attivando il Sistema di resistenza acquisita, stimolando cioè i meccanismi di autodifesa interna.

«Il ceppo FZB24 del B. amyloliquefaciens ha inoltre una significativa adattabilità ambientale, che permette un’azione efficace in ampi intervalli di pH e di temperature” ha sottolineato Paolo Borsa, responsabile tecnico specialties di Syngenta.  Ciò si riflette in maniera importante nella somministrazione del prodotto, che risulta estremamente flessibile. Taegro, inoltre, è compatibile e miscibile con la maggior parte dei prodotti fitosanitari di sintesi, tra cui anche quelli a base di rame e zolfo».
Per le proprie caratteristiche intrinseche, Taegro® integra quindi perfettamente i programmi di difesa integrata già oggi proposti da Syngenta. Il nuovo prodotto microbiologico può infatti essere impiegato con successo in strategia con fungicidi come Switch® e Geoxe®. Ciò assicura ottimi risultati in campo quanto a efficacia complessiva, nonché consente di alleggerire il profilo residuale finale dei raccolti. In termini di applicabilità in campo, infatti, l’intervallo di sicurezza del prodotto si conta in ore anziché giorni: Taegro® può infatti essere utilizzato fino a sole 4 ore dalla raccolta.

Infine, proprio grazie al meccanismo d’azione completamente diverso da quelli dei fungicidi tradizionali, Taegro® può giocare un ruolo chiave anche nella prevenzione delle resistenze.

Bassi dosaggi e protezione elevata
Ampio risulta il campo di impiego del prodotto, interessando colture di alto pregio come la vite da vino e da tavola, ma anche quelle coltivate in ambiente protetto come le solanacee (pomodoro, melanzana, peperone e peperoncino), le cucurbitacee (melone, cocomero, zucchino, cetriolo e cetriolino), ma anche fragola, lattughe e altre insalate. Queste ultime anche a pieno campo.

Formulato come polvere bagnabile, Taegro® si applica per via fogliare a dosi comprese fra 185 e 370 grammi per ettaro. Il suo uso è da intendersi con modalità esclusivamente preventiva, intervenendo ogni 7 giorni circa su vite, lattughe e altre insalate in campo e ogni 3-5 giorni sulle colture in serra. Per le colture in pieno campo è previsto un massimo di 10 trattamenti l’anno che diventano 12 su colture protette.

Tutti i vantaggi di Taegro

Ma i vantaggi di Taegro, illustrati da Claudio Malagrinò - responsabile marketing di Syngenta durante la diretta streaming, sono molteplici:
•          Nessun deposito visibile e selettivo verso le colture
•          È estremamente flessibile nelle condizioni di applicazione. Può essere irrorato con un intervallo di temperature ambientali tra 15 e 45°C (con un optimum tra 30 e 35°C) e con un pH dell'acqua compreso tra 5 e 9
•          E' compatibile con la maggioranza di agrofarmaci in commercio, compresi quelli a base di rame e zolfo
•          È registrato in Agricoltura biologica
•          Ha un tempo di rientro di sole quattro ore, ideale quindi nelle raccolte scalari che caratterizzano molte colture orticole
•          Taegro è pronto all'uso e nella sua confezione si mantiene attivo almeno per tre anni
•          Ha un dosaggio d'uso molto basso (185-370 g/ha) che lo rende di facile utilizzo
•          È resistente al dilavamento
•          Non dà problemi in cantina nella fase di vinificazione.
Per saperne di più:     https://www.syngenta.it/taegro