venerdì 22 giugno 2018

FOGLIE TV - L'importanza del controllo della cocciniglia farinosa della ...



Bayer Cropscience lancia un servizio per la gestione della cocciniglia farinosa della vite da tavola: un sito dedicato al monitoraggio di un patogeno che si è diffuso in maniera allarmante negli ultimi anni.  Collegandosi al sito https://www.monitoraggiococciniglia.it/ e registrandosi si avrà la possibilità di seguire l’evoluzione del ciclo biologico della cocciniglia farinosa nelle zone più vocate alla produzione della vite da tavola, con dati aggiornati settimanalmente e il grafico dell’andamento del monitoraggio. Non solo: si potranno ricevere mail di allerta quando il fitofago raggiunge una soglia critica nelle aree di interesse, in modo tempestivo, senza dover seguire di continuo il monitoraggio e riuscendo così ad ottimizzare gli interventi di difesa.

Cannabis light nel mirino del Consiglio superiore della Sanità


In Italia nel giro di cinque anni sono aumentati di dieci volte i terreni coltivati a cannabis sativa, dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 stimati per il 2018 nelle campagne E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare il parere formulato dal Consiglio Superiore di Sanita su richiesta del ministero della Salute sulla cannabis light che ha contribuito alla diffusione della coltivazione in Italia utilizzata anche per esperienze innovative, con produzioni che vanno dalla ricotta agli eco-mattoni isolanti, dall’olio antinfiammatorio alle bioplastiche, fino a pasta, biscotti e cosmetici.

Ora occorre fare chiarezza per tutelare i cittadini e le centinaia di aziende agricole che hanno avviato nel 2018 la coltivazione di canapa, dalla Puglia al Piemonte, dal Veneto alla Basilicata, ma anche in Lombardia, Friuli V.G. Sicilia e Sardegna con il moltiplicarsi di esperienze innovative.

Per la coltivazione e vendita di piante, fiori e semi a basso contenuto di principio psicotropo (Thc) si stima un giro d’affari potenziale stimato in oltre 40 milioni di euro alimentato dall’approvazione della legge numero 242 del 2 dicembre 2016 recante “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” che ha disciplinato il settore. Con la nuova norma non è, infatti, più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di Thc al massimo dello 0,2%, fatto salvo l’obbligo di conservare per almeno dodici mesi i cartellini delle sementi utilizzate. Secondo la norma approvata la percentuale di Thc nelle piante analizzate può inoltre oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore.

Al momento risulta consentita solo la coltivazione delle varietà ammesse, l’uso industriale della biomassa, nonché la produzione per scopo ornamentale, mentre per la destinazione alimentare possono essere commercializzati oltre ai semi anche le altre componenti vegetali nel rispetto della disciplina di settore. Si ricorda infatti che un precedente parere dell’istituto Superiore di Sanità (12/12/07 n. 18652) abbia formulato precise indicazioni sulle quantità massime ammissibili di THC per alcune categorie di alimenti prendendo a riferimento il valore medio di 1,5 mcg/Kg di peso corporeo-die al giorno come quantità tollerabile di assunzione giornaliera e se si considera un individuo di 68 Kg/peso di riferimento la quantità massima di assunzione giornaliera corrisponde a 102 mcg.

Per quanto riguarda il divieto di utilizzo di foglie e fiori di canapa per scopo alimentare Coldiretti esprime, tuttavia, l’esigenza che sia fatta chiarezza sulla posizione dell’amministrazione tenuto conto dei chiarimenti contenuti nella recente circolare del 22 maggio 2018 del Ministero delle Politiche Agricole che, diversamente, ammette nell’ambito delle coltivazioni destinate al florovivaismo l’utilizzo delle stesse infiorescenze. Le ragioni di chiarezza sono d’altra parte imposte dal richiamato successo che i prodotti a base di canapa hanno sul mercato europeo e molti Stati tra cui la Germania hanno già legiferato in modo dettagliato fissando il limite di sicurezza per il THC negli alimenti sicché in base alla libera circolazione sarebbe penalizzante per gli operatori nazionali veder circolare prodotti ottenuti in altri paesi mentre in Italia valgono norme più restrittive.

La Canapa è una coltivazione che fino agli anni ‘40 era più che familiare in Italia, tanto che il Belpaese con quasi 100mila ettari era il secondo maggior produttore al mondo (dietro soltanto all’Unione Sovietica). Il declino è arrivato per la progressiva industrializzazione e l’avvento del “boom economico” che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche, ma anche dalla campagna internazionale contro gli stupefacenti che ha gettato un ombra su questa pianta. ll Governo italiano nel 1961 sottoscriveva una convenzione internazionale chiamata “Convenzione Unica sulle Sostanze Stupefacenti” (seguita da quelle del 1971 e del 1988), in cui la canapa sarebbe dovuta sparire dal mondo entro 25 anni dalla sua entrata in vigore mentre nel 1975 esce la “legge Cossiga” contro gli stupefacenti, e negli anni successivi gli ultimi ettari coltivati a canapa scompaiono.



Oxfam, in Italia 430 mila lavoratori agricoli irregolari


Milioni di donne e di uomini che ogni giorno lavorano in tutto il mondo e in Italia per portare il cibo sulle nostre tavole versano in grande povertà, vittime spesso di condizioni di lavoro disumane, a dispetto di profitti multimiliardari generati dall'industria alimentare. E' la denuncia contenuta nel nuovo rapporto Maturi per il cambiamento, diffuso oggi da Oxfam che per quello che riguarda in particolare l'Italia mette in luce come siano circa 430 mila i lavoratori irregolari in agricoltura, 100 mila dei quali vittime di sfruttamento.

Lo studio analizza le politiche di alcune tra le maggiori catene di supermercati in Europa e negli Stati Uniti, che stentano ad adottare pratiche commerciali più eque nei confronti di piccoli produttori e lavoratori agricoli lungo le loro filiere di approvvigionamento. Oxfam mette quindi in evidenza i crescenti squilibri e le condizioni di sfruttamento nelle filiere dei supermercati a livello globale. In particolare, denuncia che questi ultimi trattengono una quota crescente del prezzo pagato dai consumatori - in alcuni casi fino al 50% - mentre quella destinata a lavoratori e produttori è spesso pari a meno del 5%.

Quanto ai piccoli coltivatori e lavoratori, dall'analisi della filiera di 12 prodotti comunemente presenti nei supermercati di tutto il pianeta emerge che nella stragrande maggioranza dei casi vivono in povertà. Viceversa, nel 2016 le prime 8 catene di supermercati Usa quotati in borsa hanno incassato quasi 1.000 miliardi di dollari, generando 22 miliardi di profitti e restituendo 15 miliardi agli azionisti. Per quello che riguarda in particolare l'Italia, il 75% delle lavoratrici nei campi intervistate da Oxfam afferma di essere sottopagata, dovendo rinunciare a pasti regolari.

Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2015 erano circa 430 mila i lavoratori irregolari in agricoltura e potenziali vittime di caporalato in Italia, "impiegati" in quasi tutte le principali filiere stagionali di frutta e verdura in vendita nella grande distribuzione. Tra questi 100 mila lavoratori vittime di sfruttamento, con l'80% di lavoratori stranieri e il 42% di donne, che a parità di tipologia di lavoro venivano sottopagate rispetto agli uomini.

Tra le più gravi forme di sfruttamento e violazione dei diritti: orari di lavoro nei campi fino a 12 ore al giorno; lavoratori esposti a pesticidi tossici e a temperature altissime in estate e estremamente rigide in inverno; abusi e violenze sulle lavoratrici; paghe medie tra i 15 e 20 euro al giorno, ben al di sotto del minimo legale di 47 euro al giorno.



Zootecnia: raggiunta intesa sul programma dei controlli funzionali


Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stata raggiunta oggi in conferenza Stato Regioni l'intesa per l'approvazione del Programma di controlli dell'attitudine produttiva per la produzione del latte e della carne (controlli funzionali) svolti dalle associazioni degli allevatori per ogni specie, razza o tipo genetico per l'anno 2018.

"Questa intesa rappresenta un passaggio molto importante - ha dichiarato il Ministro Centinaio - per tutelare sia le imprese sia i
consumatori spingendo ancora di più sulla qualità delle nostre produzioni zootecniche e garantendo sicurezza e benessere negli allevamenti del nostro Paese."

Nel dettaglio, con questa intesa:

-       si rendono disponibili 22,5 milioni di euro per le Associazioni regionali degli Allevatori, per la realizzazione del programma dei controlli funzionali per l'anno 2018. Tale importo rappresenta la quota di competenza statale erogata per il tramite delle Regioni, le quali potranno a loro volta eventualmente cofinanziare le diverse attività. I fondi, per quota parte, sono destinati alle attività di controllo delle attitudini produttive delle specie di interesse zootecnico.

-       si provvede al rilevamento delle singole performance produttive degli animali (ad esempio, i kg di latte prodotti, contenuto di grasso e proteine, ecc.). Tali informazioni sono essenziali per la tenuta dei libri e dei registri genealogici per le diverse razze e per l'attività di selezione delle razze allevate in Italia.

Il Programma dei controlli approvato in Conferenza dovrà essere aggiornato a seguito dell'applicazione del Decreto Legislativo 11 maggio 2018, n. 52, che riordina tutta la disciplina sulla riproduzione animale e i principi fondamentali relativi ai settori della riproduzione, selezione, ricostituzione, creazione di nuove razze e conservazione della biodiversità zootecnica.


Voucher digitalizzazione, c’è l’elenco definitivo dei beneficiari


Il ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato le graduatorie, aggiornate sulla base dell’integrazione dello stanziamento,  delle imprese che hanno ottenuto l’assegnazione delle agevolazioni per i voucher digitalizzazione. Si tratta di un nuovo elenco delle imprese con l’indicazione del voucher prenotato che segue quello pubblicato a marzo. Gli elenchi con i relativi importi sono suddivisi su base regionale.

Il budget con decreto del 23 marzo era stato rafforzato con uno stanziamento aggiuntivo che ha portato le disponibilità finanziarie a quota  342,5 milioni. L’’importo del voucher in alcuni casi raggiunge la soglia massima di 10mila euro di contributo. Il progetto deve essere ultimato entro il 14 settembre 2018 e le richieste di erogazione per le iniziative completate (pagamento a saldo di tutte le spese) possono essere presentate a partire da quella data e per i successivi 90 giorni (ultima  scadenza il 13 dicembre) esclusivamente attraverso la procedura informatica.

La misura prevede per le micro, piccole e medie imprese un contributo, concesso attraverso un voucher, volto a sostenere investimenti di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico. L’ammontare del contributo è pari al 50% dell’importo richiesto e, comunque, non superiore a 10 mila euro.

giovedì 21 giugno 2018

Dazi, Giansanti: cresce l'instabilità dei mercati. Preoccupazione per l'inadeguatezza della Pac per gestire le crisi


La Cina potrebbe imporre dazi aggiuntivi sul 90 per cento dei prodotti agroalimentari importati dagli USA per un controvalore annuale di circa 20 miliardi di dollari. Lo rende noto Confagricoltura sulla base dell’ultima lista messa a punto dal governo di Pechino per replicare alle ulteriori misure tariffarie, fino a 200 miliardi di dollari, annunciate dall’amministrazione americana.
“L’escalation in atto mette a serio rischio il normale andamento degli scambi di prodotti agroalimentari sui mercati a livello mondiale - dichiara il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. - Al di là degli effetti di breve periodo, le guerre commerciali non giovano a nessuno”.
Secondo le stime dell’Usda, il ministero Usa dell’Agricoltura, per effetto dei dazi cinesi, il reddito dei produttori di seminativi potrebbe ridursi del 20 per cento. “Occorre anche considerare – aggiunge Giansanti – che i dazi straordinari fanno salire l’instabilità sui mercati, perché vengono amplificate le reazioni rispetto all’andamento dei raccolti”.
Confagricoltura prende ad esempio il caso della soia. “In Brasile – spiega il presidente - è prevista una produzione abbondante nell’ordine di 115 milioni di tonnellate, in grado di soddisfare la maggiore domanda dalla Cina. Di converso, a causa di una prolungata siccità, l’Argentina, terzo produttore al mondo, dovrà importare circa 5 milioni di tonnellate di soia per soddisfare la domanda degli impianti di triturazione”.
“In più - conclude Giansanti - siamo preoccupati per il fatto che, in passato, gli strumenti della politica agricola comune si sono rivelati inadeguati a prevenire e gestire le gravi crisi di mercato. Basti pensare alle conseguenze del blocco delle importazioni deciso dalla Federazione Russa”.
Nei giorni scorsi, i leader delle le principali organizzazioni degli agricoltori americani hanno inviato una lettera al presidente Donald Trump e al Congresso per chiedere la sospensione delle guerre commerciali e di riportare le trattative nella sede dell’Organizzazione mondiale del commercio.
“Auspichiamo che la richiesta venga accolta”, ha concluso Giansanti.
Fonte: Confagricoltura