giovedì 10 settembre 2020

Ortofrutta Italia, al via la campagna dell'uva da tavola

 Prende il via la prossima settimana la campagna di promozione collettiva a favore dell’uva da tavola italiana, che vedrà l’adesione di migliaia di punti vendita delle principali catene della grande distribuzione, nonché dei negozi specializzati e di “prossimità”, con il supporto degli operatori grossisti dei mercati agroalimentari.

I produttori interessati partecipano applicando un disciplinare contenente parametri qualitativi condivisi in sede interprofessionale che costituirà uno standard superiore di fornitura per i grappoli da esporre alla vendita nell’ambito di questa iniziativa promozionale.

L’intera filiera, in questo modo, partecipa mettendo al centro proprio il prodotto, comunicando le sue caratteristiche direttamente al consumatore, rinnovando il messaggio che lega il sapore alla salute.

 

La campagna si svolgerà nei numerosi punti vendita che aderiscono all’iniziativa con l’utilizzo di un poster informativo che illustra le principali tipologie dell’uva da tavola italiana, evidenziandone le caratteristiche peculiari e l’alta qualità che quest’anno, anche a fronte di una riduzione quantitativa del 25%, si esprimerà a livelli di eccellenza organolettica.

 

“Con questa iniziativa vogliamo dare un segnale importante a tutto il comparto dell'uva da tavola – dichiara il coordinatore del comitato di prodotto uva da tavola di Ortofrutta Italia, Donato Fanelli - dimostrando che quando le parti dialogano in modo costruttivo ci sono i risultati e quindi grazie alla collaborazione tra mondo della produzione, del commercio e della distribuzione si può veicolare in modo efficace un messaggio forte verso i consumatori, affinché preferiscano e consumino prodotti nazionali d’eccellenza e di stagione”.

 

“Proponiamo e descriviamo direttamente sul punto vendita sia le varietà tradizionali come Italia, Regina e Pizzutella che le varietà senza semi - sempre più diffuse in produzione e sempre più richieste dal mercato – ritenendo, come intera filiera, di offrire un servizio apprezzato dai consumatori”, conclude Fanelli.

 

“Questa iniziativa interprofessionale, come peraltro le altre undici previste per la stagione 2020 del progetto annuale di Ortofrutta Italia, - dichiara il presidente dell’organizzazione Interprofessionale Nazario Battelli - oltre ad avere una connotazione di “pubblica utilità”, favorisce la tenuta e lo sviluppo di una produzione molto importante per l’economia agricola nazionale e del sud Italia in particolare. Le produzioni italiane di uva da tavola, infatti, si concentrano in due grandi poli di produzione - Puglia e Sicilia - che rappresentano più del 90% della superficie agricola dedicata a questa coltura e che, insieme, consolidano normalmente poco meno di un milione di tonnellate di produzione annua”.

 

“Lo sforzo dell’intera filiera italiana per un continuo miglioramento qualitativo è utile e necessario anche per la consistente quota di export (oltre il 50%) che questo comparto esprime – conclude Battelli - e che va assolutamente strutturata ed implementata con l’apertura di nuovi mercati a fronte di una crescente concorrenza internazionale”.

 

Fonte: Ufficio stampa Ortofrutta Italia

mercoledì 9 settembre 2020

Piante officinali, si valuta l'opportunità di una filiera

Organizzato da Regione Emilia Romagna e Apt nell’ambito di Macfrut Digital, il forum sulle piante officinali ha fatto il punto su un universo molto vario e ancora piuttosto frammentato.

 

Con il Dl 75 del 2018 che ha riconosciuto queste coltivazioni come attività agricola, si sono tuttavia aperte interessanti opportunità. In particolare - come ha sottolineato conducendo l’incontro Roberta Charini della Regione Emilia Romagna – l’opportunità di strutturarsi in un’ottica di filiera, per valorizzare tutte le fasi che passano dalla produzione alla trasformazione e commercializzazione fino all’utilizzo finale del consumatore. Oggi la coltivazione delle piante officinali è in crescita per gli ampi campi di utilizzo, sono circa 7.000 gli ettari di superfici coltivate, in aumento anche la quota bio.

 

Dagli interventi è emersa la consapevolezza che il primo passo per un percorso di sistema è proprio quello di approfondirne la conoscenza con indagini statistiche, raccolta dati, formazione e assistenza tecnica, indispensabili queste ultime per orientare le scelte aziendali. 

 

Sauro Biffi del Giardino delle Erbe di Casola Valsenio, una vera istituzione nel campo delle piante officinali in regione (se ne coltivano oltre 480 specie), tracciando un quadro della specie coltivate in Emilia Romagna, ha sottolineato la frammentazione del settore, dove informazione e meccanizzazione sono due volani indispensabili per rendere più remunerativa la coltura.

 

L’intervento del professor Emiro Endrighi dell’Università di Modena e Reggio ha affrontato il tema della coltivazione di erbe officinali in Appennino in cui emerge maggiore parcellizzazione. “Sostegno alla meccanizzazione, valorizzazione attraverso il turismo esperienziale, attività di formazione e individuazione di canali commerciali – ha precisato - possono essere i pilastri di un progetto di sistema, indispensabile per lo sviluppo in Appennino”.

 

Un diverso punto di vista, legato alla zootecnia, è stato portato dal dottor Maurizio Scozzoli medico veterinario che è intervenuto sull’utilizzo delle piante officinali e degli oli essenziali valorizzati per la loro funzione antimicotica, antibatterica e antiossidante negli allevamenti zootecnici.

 

Infine la testimonianza di Manuela Rizzoli dell’Istituto erboristico L’Angelica che ha evidenziato le possibili opportunità della parte finale di questo percorso di filiera, con un focus sulla nutraceutica.

 

Maggiori informazioni al sito: macfrutdigital.com

 

Fonte: Ufficio stampa Macfrut