venerdì 24 maggio 2019

FOGLIE TV - L'OP Arca Fruit tra i leaders in Europa nella produzione ort...

L'OP Arca Fruit in Puglia, è tra le principali regioni produttrici di ortofrutta a livello nazionale, produce infatti quasi un quinto dell’ortofrutticoltura italiana, tra cui il 75% dell’uva da tavola, il 40% delle ciliegie e circa 30% dei principali ortaggi e insalate. Da qui nasce l’idea dei nostri agricoltori di organizzare le proprie produzioni all’interno di un’unica struttura. Oggi O.P. Arca Fruit è la più grande organizzazione di produttori ortofrutticoli della provincia di Bari e Barletta - Andria - Trani, riconosciuta il 7 dicembre 2012 con determina Dirigenziale n. 200 ai sensi del il Reg. CE n.1234/2007.
Ovviamente era presente alle 36esima edizione di Macfrut, la vetrina italiana dell’ortofrutta nel mondo. L' appuntamento in Fiera a Rimini valorizzato proposte di oltre 1100 espositori, un quarto dei quali da oltreconfine in rappresentanza di una cinquantina di Stati. E ancora, oltre 1500 buyer invitati da tutto il mondo, un centinaio di eventi, undici settori espositivi che rendono Macfrut un unicum nel panorama delle fiere di settore grazie alla presenza di tutta la filiera del comparto agricolo.
Al centro di tutto un settore strategico del made in Italy di cui il nostro Paese è leader in Europa nella produzione ortofrutticola (23 milioni 841 mila tonnellate a volume), con l’export che rappresenta la prima voce dell’agroalimentare (inclusa l’ortofrutta lavorata e conservata) con circa 8,4 miliardi di euro, di cui 4,9 di fresco.

Vendita diretta, le istruzioni Inps per chi commercializza prodotti extraziendali


Le aziende agricole che svolgono accanto all’attività produttiva quella di commercializzazione di prodotti propri, ma anche acquistati da altri imprenditori agricoli e che rispettano i requisiti previsti dalla legge di Bilancio 2019, che ha ampliato il campo d’azione della commercializzazione definita dalla Legge d’orientamento, continuano ad essere assoggettati alla contribuzione agricola unificata. Lo precisa la circolare 76 dell’Inps che fornisce le istruzioni per la compilazione della Denuncia aziendale. In particolare precisa che vanno compilati i quadri F, G, H , poiché la vendita deve essere svolta dagli agricoltori che esercitano come attività principale quella della produzione agricola.

Per quanto riguarda il campo relativo al fabbisogno aziendale, nel quadro E del modello D.A., l’Inps evidenzia che nella quantificazione delle giornate lavorative previste vanno indicate quelle occorrenti per la coltivazione e l’allevamento e non sono ricomprese quelle relative all’attività di vendita al dettaglio. Che vanno inserite nel campo “NOTE” del modello D.A.

La circolare Inps ricorda che l’articolo 1 comma 700 della legge 30 dicembre 2018 n. 145 che ha dato il via libera alla vendita diretta anche di prodotti agricoli non realizzati dalla propria azienda, ma da terzi ha posto però due condizioni: che i prodotti destinati alla rivendita al dettaglio siano direttamente acquistati da altri imprenditori agricoli e che il fatturato derivante dalla vendita dei prodotti provenienti dalla propria azienda sia prevalente rispetto al fatturato del totale dei prodotti acquistati da altri imprenditori agricoli.

La prevalenza va riferita al fatturato e non alle quantità. Solo se si rispettano tali requisiti non cambia il trattamento previdenziale.

Biodiversità, Centinaio: "Avanti su strada del biologico"


"Siamo il Paese più ricco di biodiversità, un enorme patrimonio che tutto il mondo ci invidia e che attraversa indistintamente la penisola dal nord al sud.  La biodiversità di interesse agricolo, l'agrobiodiversita', che rappresenta la diversità dei sistemi agricoli coltivati in relazione a geni, specie e agro-ecosistemi, è un valore aggiunto del nostro Paese che va preservato e tutelato, per garantirne la sopravvivenza in un mondo in cui le specie vegetali e animali sono sempre più a rischio di estinzione". E' quanto ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio in occasione della Giornata Internazionale della Biodiversità.
"Da anni l'Italia si è dotata di una legge proprio per tutelare e valorizzare la biodiversità di interesse agricolo e alimentare che prevede l'istituzione degli itinerari della agrobiodiversità, la rete nazionale della agrobiodiversità,  ma dobbiamo fare molto di più" - ha continuato il Ministro Centinaio.
"Stiamo lavorando e investendo sul biologico e su politiche di sviluppo sostenibile: siamo il Paese con più biologico in assoluto, e vogliamo andare avanti su questa strada, forse una delle più efficaci per salvaguardare veramente questa nostra immensa ricchezza.  Stiamo migliorando la parte legislativa relativa al bio e siamo pronti a impegnarci in questo senso anche a livello europeo, purché nulla ricada sulle spalle degli agricoltori, i veri custodi e garanti di queste preziose eccellenze.
Dobbiamo andare avanti su questa direzione o lasceremo a chi viene dopo di noi un'Italia più povera di quella che ci hanno consegnato i nostri padri". conclude il Ministro.



Nuovo Sigrian migliora l'efficienza delle risorse irrigue


"Upgrade dell'interfaccia, introduzione di nuove funzionalità e sviluppo di un nuovo sito web" per il monitoraggio dei volumi idrici ad uso irriguo su 564 enti, 3,440 milioni di ettari di superficie attrezzata e 2,240 milioni di ettari di superficie irrigata. Così, Ministero dell'Agricoltura (Mipaaft) e Crea (Consiglio ricerca in agricoltura e analisi economia agraria) hanno presentato l'aggiornamento della piattaforma webGis Sigrian e la relativa Banca Dati investimenti irrigui, un sistema di quantificazione e monitoraggio dei dati sulle Risorse Idriche per la Valutazione delle Politiche in agricoltura del PSRN 2014-2020.

Il sistema rivisitato per rispondere alle esigenze del decreto ministeriale del Ministero dell'Agricoltura (31.07.2015) "monitora la quantità di acqua circolante a fini irrigui - spiega Giuseppe Blasi capo dipartimento Mipaaft - dal luogo del prelievo fino all'ingresso dell'azienda permettendo di gestire con strumenti efficienti sia a livello di consorzio di bonifica sia a livello di azienda agricola il suo risparmio". Insieme alla Banca Dati degli investimenti irrigui "diventa infrastruttura all'interno delle linee guida per i controlli dell'acqua, Banca Dati che se non aggiorni non vieni inserito nella lista su cui chi vuole investire può andare a vedere, per questo esorto i consorzi irrigui ad utilizzarla".

Roberto Henke, Crea Centro Politiche e bioeconomia ribadisce che "l'acqua e' un bene pubblico, che pensavamo illimitato e invece non lo è". "E' portatrice di esternalita' positive - prosegue - compresi paesaggio e biodiversità, per cui c'e' bisogno di coniugare efficienza e sostenibilità, da qui il sistema Sigrian e la banca dati". "Dati - spiega - che devono avere caratteristiche specifiche come robustezza, misurabilita' e rappresentanza territoriale per questo la messa a punto di banche dati e' fondamentale per individuare gli obiettivi strategici come ci chiedono le politiche comunitarie".

Tavolo verso il decreto legge. Catasto, Agea al lavoro


Avviato l’iter per l’emanazione del decreto legge che istituisce ufficialmente il Tavolo ortofrutticolo nazionale. Un passo avanti realizzato questa mattina nella riunione del Tavolo organizzata al ministero delle Politiche Agricole a Roma, e presieduta dal sottosegretario Alessandra Pesce, affiancata dal direttore generale del Mipaaft Felice Assenza e da Giuseppe Blasi, a capo del DIPEISR, Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale. Al vertice era rappresentato tutto il settore ortofrutticolo, da Fruitimprese al Cso e Assomela, dalle Unioni nazionali Italia Ortofrutta e Unaproa, alle associazioni di categoria, fino alla cooperazione, passando per le Unioni nazionali, i mercati all’ingrosso con Fedagromercati e Italmercati, l’interprofessione con Ortofrutta Italia, la distribuzione e altri ancora.

La bozza del decreto legge
È stata presentata e approvata la bozza del decreto legge in cui si specificano le finalità del Tavolo, oltre da chi è composto, il suo funzionamento.

Tre i punti cardine all’ordine del giorno: la composizione e le funzioni del Tavolo; la programmazione delle attività, inerenti nello specifico le barriere fitosanitarie e il progetto unitario di sostenibilità e il catasto ortofrutticolo, su cui si è fatto il punto dello stato di avanzamento dei lavori.

Catasto, Agea al lavoro
Sebbene non sia stato ancora ufficializzato appare ormai chiaro che sarà Agea il soggetto incaricato di effettuare il lavoro di censimento dei dati catastali a livello nazionale. A sottolinearlo è stato lo stesso sottosegretario Alessandra Pesce che in una nota ha precisato: “Con il Tavolo di oggi abbiamo mantenuto l’impegno e l’attenzione sulla filiera ortofrutticola, focalizzando i temi del supporto alla pianificazione strategica, alla valorizzazione e alla promozione del Made in Italy”, spiega Pesce. “Oltre a proporre la formalizzazione del tavolo, sono stati discussi gli strumenti per sostenere l’export, avviando un nuovo modello di collaborazione per affrontare il tema delle barriere fitosanitarie e proponendo una riflessione sull’innalzamento della sostenibilità. Con Agea abbiamo mostrato lo stato di avanzamento della realizzazione del catasto frutticolo e fornito l’informativa sul blocco delle importazioni dalla Tunisia a seguito del ritrovamento su alcune partite di prodotto del Citrus Black Spot (CBS). Il lavoro del tavolo si è svolto in un clima di grande e fattiva collaborazione”.

Piena soddisfazione sulla riunione è stata espressa anche dai rappresentanti del settore che hanno partecipato all’incontro, su cui daremo ulteriori approfondimenti domani.

Autore: Emanuele Zanini
Fonte: Corriere Ortofrutticolo

Surriscaldamento globale e agricoltura


Il surriscaldamento del nostro pianeta è ormai una triste realtà, e con il passare del tempo le condizioni non fanno che peggiorare. Questo fenomeno influenza e mette a rischio le rese delle produzioni agricole e di conseguenza la stabilità del sistema alimentare a livello mondiale.

Possiamo ricondurre le cause del riscaldamento globale principalmente ai seguenti fattori:

– L’accumulo di gas atmosferici in grado di trattenere parte della radiazione infrarossa emanata dalla terra. Ad esempio, i grandi quantitativi di anidride carbonica emanati dall’impiego di combustibili fossili.

– Ogni anno, il 25-30% dei gas serra sprigionati in atmosfera provengono dalle attività di deforestazione (circa 2 tonnellate di CO2 all’anno).

– Agricoltura e zootecnia: il metano e il protossido di azoto emanato dai suoli incidono per circa il 12% sulle emissioni di gas climalteranti in atmosfera ogni anno.

Come se non bastasse, ci si aspetta un netto aumento di queste emissioni in futuro, data la crescente domanda di cibo per sfamare una popolazione che raggiungerà i 9,1 miliardi entro il 2050.

Nel corso del secolo è previsto un aumento delle temperature medie di circa 3-4°C, e al contempo si prevede una maggiore frequenza di fenomeni meteorologici estremi, ad esempio periodi di forte caldo e precipitazioni più frequenti e abbondanti. È bene notare che un incremento delle precipitazioni può beneficiare le zone aride e semi-aride aumentando l’umidità del suolo, ma allo stesso tempo potrebbe aggravare i problemi nelle regioni con eccesso di acqua. Al contrario, la riduzione delle precipitazioni potrebbe avere l’effetto opposto.

Cercando un aspetto positivo, l’aumento delle temperature consentirebbe di aumentare la resa delle produzioni nei paesi più freddi, principalmente grazie ad un allungamento della stagione di crescita, ma contemporaneamente porterebbe diversi svantaggi. Ad esempio, consentirebbe a diversi parassiti di sopravvivere e persistere nel terreno durante l’inverno con un conseguente attacco delle colture già in primavera, favorirebbe una maggiore presenza di insetti (anche dannosi) in campo, ed infine aumenterebbe il pericolo di incendi e favorirebbe l’erosione del suolo, nonché in alcune zone l’aumento della salinizzazione delle acque di irrigazione.

L’agricoltura è senza ombra di dubbio molto sensibile ai cambiamenti climatici improvvisi, tant’è che gelate tardive al germogliamento o innalzamenti anticipati delle temperature durante la fioritura, possono mettere a serio rischio le produzioni, incidendo sulla qualità e sulla quantità della resa finale. Inoltre, è bene ricordare che l’agricoltura non serve solamente a sfamare l’uomo, ma è essenziale anche per il bestiame, tramite la produzione di foraggi. Tra l’altro, negli ultimi anni abbiamo già assistito a un peggioramento della produzione di grano, mais e riso in diverse aree.

Dobbiamo quindi chiederci: cosa possiamo fare per evitare o quantomeno ridurre il riscaldamento globale?

– Ridurre e rallentare il processo di deforestazione, permettendo così anche il mantenimento della biodiversità in diversi habitat.

– Aumentare il consumo di alimenti a Km 0: il trasporto a lunga distanza di generi alimentari incide inevitabilmente sulle emissioni in atmosfera legate alla produzione alimentare, soprattutto se questo viene eseguito con mezzi molto inquinanti. Il trasporto tramite nave, se eseguito correttamente e con un elevato carico di merci, a volte risulta addirittura meno inquinante rispetto alla produzione e alla lavorazione di prodotti a Km zero eseguita in modo errato.

– Cambiare mentalità: piuttosto che massimizzare la produttività, sarebbe bene sfruttare in modo intelligente e sostenibile le risorse a nostra disposizione, cercando di proteggere e preservare l’ambiente circostante, investendo in pratiche e tecnologie innovative che abbiano un impatto minimo sull’ambiente.

– In un contesto di aumento delle temperature e una riduzione delle risorse di acqua disponibili, sarà necessario rivedere le tecniche d’irrigazione, migliorare l’efficienza nell’uso dell’acqua e ridurne le perdite.

– Migliorare la tolleranza delle piante coltivate ai lunghi periodi di siccità e stress idrici tramite l’ingegneria genetica: ovvero regolare l’espressione di particolari geni  o eseguirne l’introgressione nella specie target al fine di ottenere una varietà tollerante agli stress. Un’altra sfida per il futuro è quella di trasferire alcune caratteristiche delle piante con metabolismo C4 alle piante C3. Infatti, le piante C4 sono in grado di crescere in ambienti estremi grazie ad un utilizzo più efficiente dell’acqua e dei nutrienti. Tuttavia, le C3 e le C4 presentano caratteristiche morfologiche differenti, perciò sono necessarie ulteriori analisi molecolari.

Abbiamo già assistito ad un anticipo dei periodi di fioritura delle piante, l’allungamento della stagione di crescita di diverse colture e a cambiamenti in altri cicli naturali delle piante. Tuttavia, i cambiamenti nel calendario delle attività di coltivazione (semina, raccolto, ecc.) indicano che gli agricoltori si stanno già adattando alle nuove condizioni climatiche.

È possibile quindi affermare che l’agricoltura è in prima linea nella battaglia contro l’impatto dei cambiamenti climatici.

Autore: Vittorio Manca
Fonte: Blog dei Georgofili