venerdì 14 dicembre 2018

Chiarimenti su Fondo Solidarietà Nazionale


Per evitare confusione e ulteriori fraintendimenti, benché ci siano stati diversi incontri con le Regioni che dovrebbero quindi essere più che al corrente, anche nel loro interesse, delle dinamiche riguardanti il Fondo di Solidarietà Nazionale, in riferimento al comunicato stampa diffuso dal Ministero delle Politiche Agricole alimentari, forestali e del turismo, sul decreto riguardante il riparto delle risorse da destinare alle regioni per le aziende danneggiate da maltempo, si fa presente che le somme  indicate sono state ripartite a fronte degli eventi riconosciuti eccezionali con decreti emanati ai sensi del decreto legislativo n. 102/2004, nel periodo dal 4 dicembre 2017 al 28 novembre 2018. Trattasi delle disponibilità 2018 del Fondo di solidarietà nazionale - interventi compensativi che devono essere impegnate entro la fine del corrente anno.

Tra gli eventi compresi nel suddetto riparto non figurano le recenti avversità che hanno interessato il territorio nazionale a partire dal 28 ottobre u.s. in quanto, tenuto conto anche del breve periodo di tempo trascorso, le regioni interessate non hanno ancora presentato richiesta nei termini previsti dalla normativa soprarichiamata; tuttavia questa Amministrazione, alla luce della gravità dei danni subiti dal settore agricolo, della pesca e dell'acquacoltura e del settore forestale, si è prontamente attivata ed  ha contribuito alla stesura di una prima Ordinanza di protezione civile per il settore agricolo.

È stata poi immediatamente avviata una ricognizione dei danni con le Regioni, propedeutica anche alla presentazione della richiesta di attivazione del fondo di solidarietà dell'Unione europea, con il quale sarà possibile integrare finanziariamente la dotazione dell'Ordinanza di protezione civile per la realizzazione di alcune attività previste dalla stessa, come ad esempio il ripristino delle infrastrutture e dei servizi, la realizzazione di strutture di alloggio per soddisfare le necessità immediate anche della popolazione rurale, la ripulitura immediata delle zone danneggiate, comprese le zone naturali.

Destano quindi perplessità le proteste, non fondate nella sostanza, su un iter sostanzialmente ordinario, portato avanti in questi mesi, condiviso con le Regioni coinvolte e che ha avuto l'intesa da parte della Conferenza Stato Regioni.

Come proteggere dal gelo le piante del terrazzo (o balcone)


 Freddo e piogge in arrivo! Le temperature più rigide (finalmente) tipiche di autunno e inverno cominciano a farsi sentire. Prendiamoci cura anche del nostro angolino verde che abbiamo sistemato con tanto amore sul terrazzo o sul giardino. Ma come preservare piante ed erbe da freddo e gelo?

Dopo una metà di novembre decisamente anomala, con temperature al di sopra della media, ora arrivano il vero freddo e le prime nevicate e le nostre piante potrebbero non essere pronte per sopportare un calo così drastico.

È la Coldiretti a mettere in guardia non solo gli agricoltori ma anche tutti coloro che amano coltivare l’orto e prendersi cura di piante, orticelli verdure. Insomma, l’allerta gelo vale anche per le piante in balcone o in terrazzo che rischiano di essere “bruciate” dal brusco abbassamento delle temperature.

Per salvare il proprio angolo verde il primo consiglio è quello di mettere al riparo le piante sulle scale condominiali, oppure negli androni di ingresso, o, in extremis, in cantina o in garage, per pochi giorni, se si è in fase di “emergenza”. Se non è possibile, mettete i vasi contro il muro (collocare le piante direttamente a terra assicura maggior calore), evitate le ringhiere e preferite il lato sud del balcone.

Utile anche sollevare i vasi da terra, ponendo sotto uno strato di polistirolo. Una protezione efficace dal gelo è il tessuto non tessuto, una sorta di telo traspirante acquistabile nei negozi di prodotti agricoli, oppure un telo di plastica (in questo caso, però, è necessario chiuderlo e aprirlo più volte per evitare il formarsi dell’umidità).

Ancora, bisogna tenere il terreno il più possibile asciutto e innaffiare il minimo indispensabile. Se innaffiate, evitate che l’acqua possa ristagni nel sottovaso, favorendo la gelata della pianta. Eventuali potature vanno, infine, effettuare a fine inverno, poiché la maggior presenza di rami e foglie – conclude la Coldiretti – assicura comunque una maggiore protezione dal freddo.


Ecco il decalogo Coldiretti difendere le piante in terrazzo dal gelo:

- Portare le piante all’interno dell’abitazione
- Disporre le piante contro il muro, invece, che vicino alla ringhiera
- Metterle, laddove possibile, sul lato sud
- Collocarle a terra, dove hanno maggior calore, e non in alto
- Mettere uno strato di polistirolo sotto i vasi
- Sistemare il vaso all’interno di un altro più grande utilizzando paglia sul fondo e trucioli di legno o altri materiali per riempire l’intercapedine tra i due vasi
- Coprire le piante con tessuto non tessuto o, in alternativa, con un telo di plastica che impone però una gestione più attenta
- Tenere il terreno asciutto e innaffiare il meno possibile
- Non far ristagnare l’acqua nel sottovaso
- Non potare le piante

Fonte: Green Me
Autore: Germana Carillo

giovedì 13 dicembre 2018

Canapa: Coldiretti Puglia, bene controlli stop speculazioni; settore da salvaguardare


“Bene i controlli che stanno interessando il settore della canapa che in Puglia negli ultimi anni ha avuto uno sviluppo importante che va salvaguardato da frodi e speculazioni. Sono numerose le imprese agricole che stanno segnalando e denunciando dal 2017 fenomeni distorsivi e speculativi. La Legge italiana c’è, va rispettata e fatta rispettata, magari completandola, in modo da renderla ancora più efficace e rispondente alle esigenze produttive e di mercato reali degli imprenditori agricoli”, è il commento del Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, a quanto disposto dalla Procura di Taranto.

Il boom della canapa in Puglia è stato registrato anche grazie alla legge regionale entrata in vigore il 14 gennaio 2017 che ha favorito – dice Coldiretti Puglia - il moltiplicarsi di terreni e produzione, oltre ad idee innovative nella trasformazione della ‘pianta’ dai mille usi, dalla birra alla ricotta e agli eco-mattoni isolanti, dall’olio antinfiammatorio alle bioplastiche, fino a semi, fiori per tisane, pasta, taralli, biscotti e cosmetici e ancora vernici, saponi, cere, detersivi, carta o imballaggi, oltre al pellet di canapa per il riscaldamento che assicura una combustione pulita.

“La nuova frontiera è la cannabis light con la coltivazione e la vendita di piante, fiori e semi a basso contenuto di principio psicotropo (Thc) – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – attività regolamentate dalla legge numero 242 del 2 dicembre 2016 recante “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” che ha disciplinato il settore. Con la nuova norma non è più necessaria, infatti, alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di Thc al massimo dello 0,2%, fatto salvo l’obbligo di conservare per almeno dodici mesi i cartellini delle sementi utilizzate. Resta il divieto  di utilizzo di foglie e fiori di canapa per scopo alimentare”.

La percentuale di Thc nelle piante analizzate potrà inoltre oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore. Al momento risulta consentita – precisa Coldiretti Puglia - solo la coltivazione delle varietà ammesse, l’uso industriale della biomassa, nonché la produzione per scopo ornamentale, mentre per la destinazione alimentare possono essere commercializzati esclusivamente i semi in quanto privi del principio psicotropo (Thc).

“L’affermarsi di stili di vita più ecologici ha favorito – precisa Claudio Natile, referente del comparto della canapa di Coldiretti Giovani Impresa Puglia  - la diffusione della canapa che è particolarmente versatile negli impieghi, ma anche in grado dal punto di vista colturale a basso impatto ambientale di ridurre il  consumo del suolo, la percentuale di desertificazione e la perdita di biodiversità. Considerata l’importanza economica del settore, occorre formare le aziende agricole per favorire la qualità della produzione nazionale e supportarle nella trasformazione del prodotto, scongiurando l’alterazione della legge italiana di riferimento anche attraverso un sistema di controllo nei confronti degli operatori delle filiere per favorire la legalità e prevenire truffe e comportamenti illeciti. Valorizzare la canapa italiana, di nostra tradizione, considerato che negli anni Quaranta eravamo il secondo Paese mondiale a produrla, dopo la Russia e promuoverla all’estero per sostenere le aziende italiane anche nelle esportazioni”.

Si tratta in realtà – rileva Coldiretti Puglia – del ritorno ad una coltivazione che fino agli anni ‘40 era più che familiare in Italia, tanto che il Belpaese con quasi 100mila ettari era il secondo maggior produttore di canapa al mondo (dietro soltanto all’Unione Sovietica). Il declino è arrivato per la progressiva industrializzazione e l’avvento del “boom economico” che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche, ma anche dalla campagna internazionale contro gli stupefacenti che ha gettato un ombra su questa pianta.

ll Governo italiano nel 1961 sottoscriveva una convenzione internazionale chiamata “Convenzione Unica sulle Sostanze Stupefacenti” (seguita da quelle del 1971 e del 1988), in cui la canapa sarebbe dovuta sparire dal mondo entro 25 anni dalla sua entrata in vigore mentre nel 1975 esce la “legge Cossiga” contro gli stupefacenti, e negli anni successivi gli ultimi ettari coltivati a canapa scompaiono. Il boom della coltivazione della canapa è un’ottima dimostrazione – conclude Coldiretti Puglia - della capacità delle imprese agricole di scoprire e sperimentare nuove frontiere e soddisfare i crescenti bisogni dei nuovi consumatori che proprio da queste esperienze di green economy si aprono opportunità di lavoro nelle campagne che possono contribuire alla crescita sostenibile e alla ripresa economica ed occupazionale del Paese.

Copagri presenta le proprie osservazioni alla 4° e 5° commissione consiliare della Regione Puglia sulla Xylella fastidiosa e sulle calamità


Nell’audizione tenutasi oggi presso la 4^ e 5^ Commissione Agricoltura la Copagri Puglia rappresentata dal presidente Tommaso Battista e dal direttore Alfonso Guerra, ha ribadito che risulta indispensabile procedere all’abbattimento delle piante infette anche per quelle monumentali ribadendo altresì che appare improprio procedere con Legge alla deroga sugli abbattimenti di piante infette. Tale deroga, secondo la Copagri, può essere autorizzata, a determinate condizioni solo dalla Autorità Fitosanitaria comunitaria ed essere oggetto di decisione. Diversamente si rischia di complicare la situazione in cui oggi si trova la Puglia, già interessata dall’avvio di una procedura di infrazione per i mancati abbattimenti delle piante infette. Poiché l’avvio dell’infrazione può determinare il blocco dei finanziamenti a sostegno delle imprese colpite dalla Xylella fastidiosa si ritiene inaccettabile la proposta. Inoltre i mancati abbattimenti, in presenza di un importante polo vivaistico, impedirebbero la possibilità di applicare la deroga prevista dalla normativa europea che, a determinate condizioni, consente di circoscrivere e dichiarare questi poli siti indenni
Qualsiasi altro intervento, se conforme alle normative fitosanitarie di contrasto alla Xylella, può essere adottato dal Servizio Fitosanitario Regionale, senza necessità di un intervento legislativo.
Copagri ha altresì richiesto di avviare richieste di cofinanziamento ai sensi del Regolamento CE 1040/2002. La normativa europea in materia fitosanitaria prevede la possibilità per gli Stati Membri di formulare annualmente un programma di lotta fitosanitaria Regolamento CE 1040/2002. Il programma, una volta approvato, viene cofinanziato al 50% dalla Commissione e rimborsato a consuntivo l’anno successivo con la possibilità di intervenire in favore dei piccoli produttori anche non CD e IAP che in Salento rappresentano quasi 80% della base produttiva.
Il cofinanziamento regionale nella misura del 50% per questo specifico intervento è opportuno che venga proposto in seno alle modifiche del bilancio regionale utilizzando le risorse sugli stanziamenti relativi ai capitoli “eventi pubblicità e stampe” previste per fronteggiare l’emergenza xylella imputati come attività di prevenzione e che ammontano a 2 mln di euro.
Con riguardo alle calamità Copagri ha proposto, nelle more della determinazione dei provvedimenti di deroga e in attesa degli stanziamenti nazionali a valere sul FSN per gli indennizzi relativi alle calamità si chiede di impegnare, entro fine anno, i 5 milioni liberati dal cofinanziamento regionale dei fondi del PSR 20014-2020, precedentemente destinati alla costituzione dell’ARXIA, oggi decaduta. Chiediamo, proseguono i rappresentanti della Copagri, che le risorse stanziate vengano destinate alla costituzione di un Fondo Rotativo che anticipi alle imprese olivicole i provvedimenti di indennizzo attualmente in fase di definizione con una procedura a sportello semplificata in deroga alle disposizioni previste dalla legge regionale 24/90.
Il Direttore Il Presidente (Alfonso Guerra) (Tommaso Battista)

mercoledì 12 dicembre 2018

Incontro Di Maio-Pmi: Cia, strumenti di Industria 4.0 anche per l’agricoltura


Al Mise l'intervento del presidente nazionale Scanavino. Sul tavolo anche i cinque punti per mettere in sicurezza il Paese
Gli Agricoltori Italiani non possono assolutamente restare fuori dal giro delle opportunità di sviluppo e innovazione. Va data anche a loro la chance di usufruire dei vantaggi di Industria 4.0 e proponiamo di farlo attraverso il credito d’imposta. Il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino, è intervenuto all’incontro che si è tenuto al Mise, tra Pmi e vicepremier Di Maio, illustrando quella che è da tempo una missione di Cia, con al centro innovazione e sostenibilità per l’agricoltura italiana, tramite una chiara e concreta pianificazione. Cia-Agricoltori Italiani guarda, infatti, ad un più ampio progetto che favorisca reti d’impresa territoriali, in un’ottica di sistema integrato su misura.
“Serve che si lavori per rilanciare i sistemi produttivi anche delle aree interne del Paese, mettendo in sinergia -ha spiegato Scanavino- agricoltura, commercio, logistica, turismo, enti locali e cittadini”. Questo, del resto, è anche uno dei cinque punti del progetto di manutenzione infrastrutturale del territorio nazionale che Cia ha presentato recentemente nella sua Assemblea nazionale a Roma.
“Il nostro appello in cinque mosse -ha commentato Scanavino- è quello che io definisco un atto storico. Chiediamo un intervento straordinario di tutela, manutenzione e gestione sostenibile del Paese, recuperando gli enormi ritardi infrastrutturali e puntando sulla centralità dell’agricoltura”.
Per Cia-Agricoltori Italiani serve un reale cambio di marcia, prevenzione e non più emergenza. Un vero e proprio piano economico per il Paese che, partendo dalle aree interne con azioni e interventi di messa in sicurezza dei territori più a rischio, si sviluppi con una visione di programmazione e valorizzazione economica, attuando reali politiche di governance del territorio.